12/01/2016
GESTIONE INTEGRATA DEL PAZIENTE AFFETTO DA CARDIOPATIA ISCHEMICA POST-ACUTA
Responsabili Scientifici: Annibale Parente – Vincenzo Aulitto
CASERTA, 12 Marzo 2016
Hotel Plaza – Viale Lamberti, Caserta
RATIONALE
Considerate le esigenze organizzative ed operative del nostro sistema sanitario, relative al raggiungimento di target specifici come la riduzione della spesa sanitaria, il miglioramento della qualità delle prestazioni, il trattamento del maggior numero di pazienti, la riduzione della mortalità ed il miglioramento della qualità di vita del paziente, l’ANCE Campania (Cardiologia italiana del territorio, sezione Campania), propone un semplice ma efficace modello organizzativo e gestionale integrato per il trattamento e la prevenzione secondaria dei pazienti affetti da cardiopatia ischemica in fase post-acuta (post-IMA, post-PTCA, post-rivascolarizzazione chirurgica), non richiedenti già un trattamento di tipo degenziale, attraverso una rivalutazione del ruolo del cardiologo del territorio e del medico di medicina generale.
Una sana politica sanitaria territoriale, fatta di proposte fattive e di progetti realizzabili, potrebbe coinvolgere i suddetti professionisti in un progetto di integrazione ospedale-territorio che ha dimostrato essere il più cost-effective nel trattamento dei pazienti cardiopatici post-acuti, come indicano anche le più recenti linee guida nazionali ed internazionali.
Il cardiologo territoriale, in particolare, potrebbe divenire il punto di riferimento nella gestione territoriale integrata di tali pazienti. Da precisare che la figura del cardiologo territoriale può essere rappresentata dal cardiologo ospedaliero (assegnato al ruolo di coordinamento territoriale), dal cardiologo ambulatoriale territoriale dell’ASL, dal cardiologo di centri clinici o riabilitativi, dal cardiologo di ambulatori esterni accreditati o dal MMG specialista in cardiologia, previo specifico e preliminare percorso conoscitivo e formativo.
Per attuare tale proposta è innanzitutto necessario diffondere la cultura del trattamento omnicompren- sivo e della prevenzione secondaria della cardiopatia ischemica. La sola diffusione di raccomandazioni attraverso linee guida non è in grado di modificare i comportamenti dei pazienti e dei cardiologi curanti, per cui è prioritario provare ad individuare e rimuovere i potenziali ostacoli che oggi impediscono il trasferimento, nella pratica, degli interventi efficaci di prevenzione secondaria. Tali ostacoli sono culturali, organizzativi, economici o anche soggettivi del paziente.
Questo corso, di cui questo evento ne rappresenta la terza giornata, ha l’obiettivo di formare “il cardiologo territoriale” alla gestione integrata di programmi di interventi multi-disciplinari effettivamente realizzabili nelle strutture territoriali periferiche.