Osteria Billis

Osteria Billis Terrazza estiva
(226)

Ambasciatore del Gusto di Identità Golose lo chef Alessandro Billi; Emergente sala Nord il maître Filippo Billi; Girotonno, premio originalità e presentazione piatto; inserimento nelle guide di Identità Golose, Espresso e Golosaria.

☁️ IL PARADISO ESISTE.E da quest’estate è sopra Tortona.Tra nuvole, angeli e tramonti che sembrano durare un po’ di più,...
05/06/2026

☁️ IL PARADISO ESISTE.
E da quest’estate è sopra Tortona.

Tra nuvole, angeli e tramonti che sembrano durare un po’ di più, nasce Terrazza Paradiso.

Un posto dove un calice diventa un altro.
Dove si condivide qualcosa da mangiare.
Dove la musica accompagna la serata senza rubarle la scena.

🍷 Vini, cocktail e bollicine
🍴 Piatti da condividere e menu dedicato
🎶 DJ set e playlist selezionate
🌅 Tramonti, stelle e aria d’estate

📍 Sopra Osteria Billis
Giardini della Stazione, Tortona

🕗 Ogni sera dalle 20:00 all’01:00 di notte

✨ INAUGURAZIONE MERCOLEDÌ 10 GIUGNO

Per prenotare:
🌐 www.osteriabillis.it
(seleziona “Terrazza Paradiso”)

☎️ 0131 171 0587

Il Paradiso è sopra Tortona.
Il resto è solo più in basso. ☁️🤍✨

Ci sono piatti che sembrano usciti da una riunione marketing.E poi ci sono quelli che nascono mentre qualcuno ha fame da...
12/05/2026

Ci sono piatti che sembrano usciti da una riunione marketing.
E poi ci sono quelli che nascono mentre qualcuno ha fame davvero.

I nostri Maccheroni alla Pizzaiola sono stati inventati da un bambino cresciuto tra pizzette mangiate in piedi e domeniche dove il forno rimane acceso tutto il giorno.

Una padella.
Maccheroni al bronzo di
Pomodoro rosso acceso.
Mozzarella che collassa.
Parmigiano tostato sopra come fosse il bordo bruciacchiato di una pizza.
Basilico fresco.

La verità?
Non sappiamo se sia più pasta o più pizza.
Sappiamo solo che quando arriva al tavolo succede sempre la stessa cosa:
sparisce in silenzio.

È il piatto di chi ama fare la scarpetta.
Di chi ruba la parte croccante dagli angoli.
Di chi dice “ne assaggio solo una forchettata” e poi gira la padella verso di sé.

Forse l’italianità è semplicemente questo:
mettere insieme due cose che scaldano il cuore e non sentirsi in colpa per averlo fatto. 🍅🍕🍝

Questi sono i MACCHERONI ALLA PIZZAIOLA.

Grazie

Ci facciamo un selfie?Si, ma con una macchinetta che stampa subito.Una di quelle cose che qualcuno chiamerebbe “retrò”.M...
28/04/2026

Ci facciamo un selfie?
Si, ma con una macchinetta che stampa subito.
Una di quelle cose che qualcuno chiamerebbe “retrò”.

Ma la verità è che il retrò, una volta, era solo innovazione.
Qualcosa di nuovo.
Qualcosa che non esisteva prima.

È per questo che diciamo sempre che la tradizione è questa.
Non è una foto ingiallita.
È un gesto che funziona ancora oggi.

Come certi piatti.
Come certi sapori.
Come il fascino di una foto stampata che non passerà mai.

La tradizione non è fermarsi.
È portarsi dietro quello che vale davvero.

Questa non è una cantina.È una collezione di ricordi.È iniziata con nostro padre.E questo basterebbe già a farle portare...
20/04/2026

Questa non è una cantina.
È una collezione di ricordi.

È iniziata con nostro padre.
E questo basterebbe già a farle portare addosso un certo peso.
Poi l’abbiamo ampliata noi.

Non beviamo quasi mai questi vini.
Li custodiamo.
Li aspettiamo.

Perché a volte capita di aprire una bottiglia non per il vino, ma per quello che rappresenta.

Per chi te l’ha regalata.
Per dove eri.
Per come stavi.

Bere quel vino non è stile.
È memoria liquida.

Dhilip lavora con noi da quindici anni.Quindici.All’inizio non parlava italiano.Diceva sempre sì.Forse per timore.Forse ...
07/04/2026

Dhilip lavora con noi da quindici anni.
Quindici.

All’inizio non parlava italiano.
Diceva sempre sì.
Forse per timore.
Forse perché era l’unica parola che conosceva.

Poi ha imparato la lingua.
Ha capito tutto.
E ha continuato a dire sì.

Ma non un sì passivo.
Un sì presente.
Responsabile.
Concreto.

Dhilip sa cosa vuol dire lavorare in cucina.
Sa cosa vuol dire collaborare.
Sa cosa vuol dire stare dentro una brigata per tanto tempo senza mai tirarsi indietro.

È una di quelle persone che non fanno rumore, ma senza le quali tutto si fermerebbe.

Sempre sul pezzo.
Sempre affidabile.
Sempre pronto a fare un passo in più.

Un compagno vero.
Una persona d’oro.

Il tonnato era in carta quando abbiamo aperto.C’è oggi.E ci sarà sempre.Ma non è mai stato lo stesso.All’inizio era un p...
29/03/2026

Il tonnato era in carta quando abbiamo aperto.
C’è oggi.
E ci sarà sempre.

Ma non è mai stato lo stesso.
All’inizio era un piatto che cercava approvazione.
Voleva piacere.
Voleva farsi accettare.
Era un tonnato insicuro, figlio di un’osteria che stava ancora capendo chi fosse.

Poi siamo cresciuti.
E lui con noi.

Abbiamo introdotto un fondo au jus fatto con ossa e carne, per dare profondità, struttura, identità.

Abbiamo scelto il cappero di Pantelleria, per quella sapidità netta, pulita, che ti resta impressa.

E il tonno Ortiz, perché la materia prima conta sempre, soprattutto quando sembra “semplice”.

Oggi il tonnato è quello che siamo.
E chissà come sarà quello del futuro.

La Casa di Biancaneve non è un posto facile da spiegare.È uno di quei luoghi che capisci solo se li hai vissuti.Per noi ...
22/03/2026

La Casa di Biancaneve non è un posto facile da spiegare.
È uno di quei luoghi che capisci solo se li hai vissuti.

Per noi è sempre stata una specie di rifugio.
Un posto dove venivamo con nostro padre.
Un posto dove si scappava quando c’era bisogno di fermarsi, di respirare, di stare un po’ lontani da tutto.

Ci siamo tornati tante volte negli anni.
In momenti belli.
E in momenti più complicati.
Era un luogo sicuro.
Un posto dove pensare.
Dove fare silenzio.

Oggi tornarci con i nostri figli cambia tutto.
Perché improvvisamente ti rendi conto che i luoghi non sono mai solo luoghi.
Sono contenitori di tempo.

E forse è anche per questo che certi posti non vanno spiegati troppo.
Vanno rispettati.
Vanno vissuti.

La Casa di Biancaneve, per noi, è questo.
Una comfort zone.
Un punto fermo.
Un pezzo di storia che continua.

I ragazzi sono l’osteria.Non per retorica, ma per realtà.Ognuno con il suo carattere.Ognuno con il suo modo di stare al ...
18/03/2026

I ragazzi sono l’osteria.

Non per retorica, ma per realtà.
Ognuno con il suo carattere.
Ognuno con il suo modo di stare al mondo.

Chi è più preciso, chi più istintivo.
Chi parla poco e lavora tanto.
Chi ha sempre una battuta pronta per sciogliere la tensione.

È proprio questo che tiene in equilibrio tutto.
Le differenze.

Si compensano.
Si bilanciano.
Si completano.

Tra cucina e pass c’è una catena che funziona perché ognuno sa dove stare.
Un meccanismo veloce, dinamico, armonioso.
Un orologio svizzero con un cuore profondamente italiano.

L’osteria è questa.
Una squadra vera.
Una tradizione che continua a muoversi.

Il carpaccio di ramino è probabilmente il piatto più difficile da raccontare di questo menu.E forse anche il più diffici...
11/03/2026

Il carpaccio di ramino è probabilmente il piatto più difficile da raccontare di questo menu.

E forse anche il più difficile da concepire.
Perché non nasce da un’idea di carpaccio.
Nasce da una padella.

Il ramino, quello vero, quello che si usa per cuocere la farinata.
Caldo.
Pesante.
Territoriale.
E allora ci siamo chiesti:
cosa succede se sopra qualcosa di così caldo ci metti qualcosa di freddo?

Succede un gioco.
Una piccola cottura.
Un equilibrio sottile tra crudo e caldo.

Sopra c’è il carpaccio.
Poi un po’ di grana, che ti porta verso l’Albese.
Ma sotto c’è il ramino, che ti riporta immediatamente a Tortona, alla farinata, alla nostra terra.

È un piatto che chiede attenzione.
È semplice, ma non banale.
È territoriale, ma non nostalgico.

La stazione, per noi, non è mai stata solo una stazione.È sempre stata un luogo di passaggio, sì.Ma soprattutto un luogo...
04/03/2026

La stazione, per noi, non è mai stata solo una stazione.

È sempre stata un luogo di passaggio, sì.
Ma soprattutto un luogo di emozioni forti.

Da bambini era il posto degli arrivi.
Scendevamo dal treno carichi di felicità, di aspettative, di voglia di vedere nostro padre.

Poi diventava il posto delle partenze.
Il magone.
La stretta allo stomaco.
Il saluto che fa più male perché sai che arriverà di nuovo.

Per anni la stazione è stata questo:
un avanti e indietro continuo tra gioia e tristezza.

Poi abbiamo viaggiato.
Tanto.
Abbiamo visto posti, cucine, città.
E quando è stato il momento di fermarci, di scegliere davvero, abbiamo scelto Tortona.

E abbiamo scelto proprio qui.
Davanti alla stazione.
Non per caso.
Perché questo posto racconta esattamente quello che siamo.

Un luogo che accoglie.
Un luogo che saluta.
Un luogo dove si arriva e da cui si parte.

Aprire un’osteria qui è stato un gesto ambizioso.
Forse anche un po’ f***e.
Ma era l’unico posto che avesse davvero senso.

Qui passano persone diverse.
Storie diverse.
Vite diverse.

E oggi, quello che un tempo era solo un luogo di passaggio,
per qualcuno è diventato un punto fermo.
La stazione è ancora lì.

Con tutte le sue emozioni.
Solo che adesso, prima o dopo un treno,
c’è anche un tavolo apparecchiato che aspetta.

E forse, in fondo,
non potevamo scegliere posto migliore.

Indirizzo

Viale Piave 5
Tortona
15057

Orario di apertura

Lunedì 12:00 - 16:00
18:30 - 23:00
Mercoledì 12:00 - 16:00
18:30 - 23:00
Giovedì 18:30 - 12:00
Venerdì 12:00 - 16:00
18:30 - 23:00
Sabato 12:00 - 16:00
18:30 - 17:00
Domenica 12:00 - 16:00
18:30 - 23:00

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