Enoteca del Papà

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L'azienda Le calle ha sede a Cinigiano in alta maremma, a pochi chilometri da Montalcino, all’interno della DOC Montecuc...
06/05/2022

L'azienda Le calle ha sede a Cinigiano in alta maremma, a pochi chilometri da Montalcino, all’interno della DOC Montecucco. Riccardo Catocci ha sempre avuto una sensibilità innata nei confronti della natura e della vita contadina: nei campi, in vigna e tra gli animali. Insieme a sua moglie Sabrina, portano avanti da oltre 30 anni un'azienda agricola biologica che oltre ai 7 ha vitati di loro proprietà comprende: 7 ha di uliveti, 80 ha di campi agricoli per la coltura di grani antichi, farro, ceci, cicerchie, lenticchie e grano e legumi per l’alimentazione del bestiame di cui le mucche autoctone maremmane, gli asini, le pecore e i maiali cinta senese allo stato brado. E’ una realtà tra mare e montagna perché dal terrazzo della cantina si scorge verso ovest il Mar Mediterraneo e ad est il Monte Amiata, siamo a 300 mslm e questa posizione permette di avere degli sbalzi termici tra la notte ed il giorno utili per regalare ai vini una freschezza ed una eleganza incredibile. Riccardo lavora in biologico da più di 15 anni: Le vinificazioni sono spontanee con soli lieviti autoctoni, fermentazione in acciaio per il bianco, e cemento per i rossi, l’affinamento del vigneto Poggio d’Oro avviene in botte grande. In vigna le varietà che troviamo sono: il Vermentino, il Sangiovese ed il Ciliegiolo. 
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Siamo in Liguria, in provincia di La Spezia, esattamente nelle terre di Castelnuovo Magra, comune della Lunigiana: è que...
29/04/2022

Siamo in Liguria, in provincia di La Spezia, esattamente nelle terre di Castelnuovo Magra, comune della Lunigiana: è questo lo scenario dove recita la propria parte la realtà vitivinicola che risponde al nome de “Il Torchio”, cantina che ha preso vita da un’iniziativa di Giorgio Tendola, precursore e antesignano della coltivazione e della valorizzazione del vermentino nei Colli di Luni. A Giorgio, purtroppo recentemente scomparso pochi anni fa, sono subentrati i suoi nipoti Edoardo e Gilda, che sulla scia delle radicate tradizioni familiari hanno scelto di proseguire lungo la strada tracciata dallo stesso Giorgio, portandone avanti l’impostazione progettuale e gli intenti. È così che dal 2012 sono i due giovani fratelli a reggere saldamente le redini aziendali, gestendo una realtà vitivinicola di assoluto interesse nel panorama non solo regionale, ma anche nazionale. Gli ettari vitati su cui “Il Torchio” può al momento contare sono circa 12, riuniti tutti in un unico appezzamento e tutti rientranti nella denominazione di origine “Colli di Luni”. Tra i filari, a dominare incontrastata è la varietà del vermentino, accompagnata anche da viti di canaiolo, sangiovese e merlot: piante in ogni caso allevate nel massimo rispetto di quello che è l’equilibrio di ambiente, natura, ecosistema e biodiversità. In cantina a dettare il passo sono i massimi standard qualitativi, costantemente perseguiti senza però mai allontanarsi da quella che è la tipicità, e quindi valorizzando tutto quanto la stagione e il territorio sono stati capaci di esprimere nei grappoli. È in questa maniera che prendono vita le etichette targate “Il Torchio”.
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Claudio Ancarani è un vignaiolo vero. Fantasioso e sognatore, ma con le radici ben piantate per terra, come le sue vigne...
27/04/2022

Claudio Ancarani è un vignaiolo vero. Fantasioso e sognatore, ma con le radici ben piantate per terra, come le sue vigne, tra cui spende la maggior parte del proprio tempo. Ha ereditato la passione per il vino e la vigna dal nonno, che coltivò queste terre dagli anni 60, e si è fatto custode della terra.
Il legame con la terra è facilmente percepibile nei suoi vini, tipici e con un taglio estremamente artigianale, ogni bottiglia si può dire che passi sotto le sue mani, prima di uscire dalla cantina.
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La viticoltura del Marocco, nella fascia tra i monti dell’Atlante e il mare che ha Rabat e Casablanca come centri nevral...
20/04/2022

La viticoltura del Marocco, nella fascia tra i monti dell’Atlante e il mare che ha Rabat e Casablanca come centri nevralgici, ha origine arcaica – rimonta ai Fenici e ai Romani – e dignità che va ben oltre l’esotico. Rivitalizzata dal protettorato francese dopo che la produzione transalpina era stata azzerata dalla fillossera, essa ha conosciuto dopo il 1956 un periodo di depressione, dovuto alla brusca contrazione dell’export e all’esodo degli enotecnici francesi e del loro savoir-faire. Nel 1923, tuttavia, una società belga aveva avviato la prima attività locale di viticoltura moderna, il Domaine des Ouled Thaleb (3.000 ettari di argille rosse, a 50 km da Casablanca), il quale è tuttora in piena attività e sta per festeggiare i suoi primi cent’anni.
Di proprietà oggi della Thalvin-Ebertec, la storica cantina marocchina ha realizzato nel 2005 una jointventure con un produttore-mito del Rodano quale Alain Graillot per la messa a punto di una linea produttiva comune. Da questa collaborazione, tornata a unire le due sponde del Mare Mediterraneo, stanno nascendo vini di entusiasmante bontà e prezzo a dire poco concorrenziale, come il Tandem, un Syrah che può essere divertente – e assolutamente perfido – proporre alla cieca chiedendo di indovinare con tre tentativi di dove arrivi un rosso tanto fresco, suggestivo e brillante.
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La storia di Domaine Saint-Préfert inizia oltre un secolo fa, nel 1920, a Châteauneuf-du-Pape, località della Francia me...
16/04/2022

La storia di Domaine Saint-Préfert inizia oltre un secolo fa, nel 1920, a Châteauneuf-du-Pape, località della Francia meridionale nota in tutto il mondo per l’omonimo vino. Dal 2002 l’azienda è condotta da Isabel Ferrando, assieme al marito e al figlio. Isabel, che non proviene da una famiglia di viticoltori ma è da sempre appassionata di vino, ha il suo lavoro in tutt’altro settore, per seguire il cuore, l’istinto e la sua grande passione: il vino ma soprattutto Châteauneuf-du-Pape. Per rinnovare l’immagine della storica cantina e lo stile produttivo sono state adottate con rigore le regole dell’agricoltura biologica e biodinamica. La filosofia di Domaine Saint-Préfert poggia su una serie di principi che hanno come filo conduttore il legame con il territorio, come ad esempio: collaborazione con fornitori locali, esclusione di qualsiasi prodotto chimico, riciclo delle acque reflue, sviluppo delle biodiversità e riduzione dei rifiuti. La cittadina di Châteauneuf-du-Pape non è che un piccolo agglomerato di case di pietra nell’arida e profumata campagna, dominata dalle rovine della residenza estiva del papa. Il vino che porta il suo nome è il magnifico alfiere del Rodano del Sud. Un’area che viene tradizionalmente associata ai “galets”, i tipici ciottoli rotondi che si trovano in molti dei vigneti, ma che in realtà presenta una notevole variabilità geologica. Per produrre lo Châteauneuf-du-Pape AOC rosso possono essere impiegate fino a 13 varietà e il Domaine Saint-Préfert fa ricorso ai soli grenache, syrah, mourvèdre e cinsault, mentre per la versione bianca utilizza clairette e roussanne.
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Indirizzo

Via San Geminiano
Spilamberto
41057

Orario di apertura

Mercoledì 16:00 - 01:00
Giovedì 16:00 - 01:00
Venerdì 16:00 - 02:00
Sabato 16:00 - 02:00
Domenica 16:00 - 01:00

Telefono

+39059784989

Sito Web

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