14/06/2026
🟡 𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐌𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫𝐂𝐡𝐞𝐟: 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐞 🟡
Da almeno due decenni stiamo raccontando il settore principalmente attraverso le luci della televisione e i talent a tema.
Quella è, però, solo 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.
Dietro c'è molto altro. Dietro c'è molto di più.
Non ho nulla contro i programmi di cucina.
Tutt'altro: riconosco loro il merito di avere avvicinato molte persone a questo mondo che tanto amiamo.
Sono più critico, invece, quando 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 rappresentazione diventa 𝒍'𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂 rappresentazione.
Sembra che fare ristorazione significhi soltanto inventare piatti, impiattare con eleganza e raccogliere applausi.
In realtà, prima ancora della creatività, vengono il lavoro, la disciplina e la fatica.
Al momento della preparazione di un piatto, il grosso del lavoro è già stato compiuto.
Parlo di acquisti, fornitori, pulizie, manutenzioni, controlli sanitari, turni da organizzare, burocrazia da gestire, costi da sostenere e imprevisti da risolvere.
𝐓𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐨 "𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐯𝐞".
Ci lamentiamo perché sempre meno giovani vogliono fare questo mestiere.
Ma continuiamo a raccontarlo come se fosse uno show televisivo anziché uno dei lavori più impegnativi e affascinanti che esistano.
Forse dovremmo ragionare su questo.
𝐅𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐦𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐢.
Siete d'accordo?
𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐 𝑹𝒊𝒛𝒛𝒐