Mi piace definire la mia pizza "gonfiante" – un misto di gonfia e croccante – risultato di un impasto innovativo che riesce a coniugare l’alveolatura tipica della pizza Napoletana senza compromettere la croccantezza tipica della pizza Romana. Una prima lievitazione in blocco, per circa una notte, poi lo staglio o pezzatura da cui si ottengono i panetti che riposeranno per altre 24 ore. A questo punto la pallina è pronta per la stesura, naturalmente a temperatura ambiente si presenta morbida elastica e facilmente malleabile, pronta per il forno e per la cottura ad alte temperature (430°). A queste temperature il cornicione esplode e gonfia formando una maglia f***a e reticolata, una successiva e accurata seconda cottura a bocca forno ne conferisce la croccantezza. Nelle mie pizze amo mischiare tradizione e innovazione applicando ad una classica pizza, i prodigi della moderna cucina. Per me la pizza è una tela su cui poter esprimere tutto il proprio estro, la trovo quasi artistica, mi piacciono i giochi di consistenze, cotture, sapori e colori che trasformano quel "semplice" disco di pasta, nella mia "umile" opera d'arte”
Gli accostamenti sono coraggiosi ed audaci – lo studio dei sapori sempre accurato e bilanciato - da cui derivano menù interessanti in cui stagionalità e tradizione sono solo il punto di partenza per un’esperienza di gusto sempre travolgente.