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La Buca Gasthaus Ripristineremo la normalità appena saremo sicuri di cosa sia in ogni caso il normale. Grazie.
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Birre tedesche, italiane inglesi,scozzesi,piatti all you can eat, Specialità tedesche, Grandi abbuffate, Bockwurst grandi hamburger, pulled pork, spatzle, & stuzzichini.Gente simpatica, Bagno pulito, Birra favolosa!

08/10/2026
186° grande abbuffata dall'8 al 23 Ottobre: Oktoberfest! Spätzle alla crema di funghi e speck, prosciutto bavarese Igp a...
08/10/2026

186° grande abbuffata dall'8 al 23 Ottobre: Oktoberfest! Spätzle alla crema di funghi e speck, prosciutto bavarese Igp al forno (Schäufele) con salsa rahm, hot dog con würstel Sassonia farcito con salsa curry ketchup, bocconcini di camembert, purè tedesco. Dolce: ciambelline alla mela. Birra media alla spina dell'Oktoberfest Hacker Pschorr München. € 25 mangi quanto puoi La Buca Gasthaus, Piazza Mazzini 4 Pescia (PT) Tel e whatsapp 0572477339

Non basta staccare la spina?
13/09/2026

Non basta staccare la spina?

L'intelligenza artificiale si sta sviluppando a un ritmo 'esponenziale': Dario Amodei, a capo di Anthropic, definendo la situazione un 'segnale d'allarme' per il settore che richiede una serie misure di sicurezza perché, come già anticipato, senza un rallentamento, nel giro di 6-12 mesi, l'IA potrebbe essere in grado di guidare uno sciame di agenti capaci di prendere il controllo dell'intero Internet. Intanto OpenAI rende noto che attenderà l'anno prossimo per iniziare a vendere le proprie azioni agli investitori di Wall Street, concentrandosi nel frattempo 'sulla sicurezza'. In un'intervista a Fortune, Sam Altman, il numero uno del colosso dell'IA titolare del modello ChatGPT, afferma che 'non sarebbe il momento opportuno per quotarsi in borsa: direi che non avverrà nel 2026'.

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185° grande abbuffata dal 10 al 25 Settembre: BucHangover.Bun artigianale di patate stratificato con 3 burger smash-scam...
09/09/2026

185° grande abbuffata dal 10 al 25 Settembre: BucHangover.
Bun artigianale di patate stratificato con 3 burger smash-scamorza-smash, insalata, pomodoro, cipolla grigliata, bbq al burro di arachidi e caramello salato (selezionato tra i world top hamburger 2025);
Corn dog, würstel su stecco in pastella di mais;
Bis di vaschette di frittini con mozzarella in carrozza, anelli di cipolla, pops di pollo crispy, delizia alla mortadella, guarnite con salsa conza (tipica siciliana) e salsa el doble;
patatine fritte.
Dolce: donut alla nutella.
Euro 25 mangi quanto vuoi.
La Buca Gasthaus, Piazza Mazzini 4, 51017 Pescia (PT)
Tel e whatsapp 0572477339

Minuto più minuto meno
02/09/2026

Minuto più minuto meno

Il viaggio umano più lontano è ancora un battito di ciglia rispetto a ciò che possiamo osservare.

Quando si parla di “universo osservabile”, però, non bisogna immaginare una gigantesca sfera misurata con un metro. Quel numero indica la regione da cui la luce ha avuto il tempo di arrivare fino a noi, tenendo conto anche del fatto che lo spazio, nel frattempo, continua a espandersi.

Per questo la stima più usata parla di circa 92 miliardi di anni luce da un’estremità all’altra. In alcune fonti si trova 93: non è una contraddizione, ma una differenza di arrotondamento e di modello cosmologico. Il punto non cambia: è una distanza così enorme che il nostro cervello fa fatica perfino a visualizzarla.

Un anno luce, infatti, non è un tempo. È una distanza: quella che la luce percorre in un anno. E la luce è il limite più veloce che conosciamo. Se anche si potesse viaggiare alla sua velocità, servirebbero comunque tempi impensabili per attraversare una parte significativa del cosmo osservabile.

Poi c’è la parte terrestre, molto più piccola ma altrettanto affascinante. Per raggiungere il punto più lontano toccato da esseri umani non siamo arrivati molto oltre la distanza media della Luna: il record è stato prima di Apollo 13, a 400.171 chilometri dalla Terra.

Nel 2026, però, Artemis II ha superato quel primato, arrivando a 406.771 chilometri. Tradotto nel linguaggio della luce, significa circa 1,36 secondi: il tempo che un segnale luminoso impiegherebbe per percorrere quella distanza.

C’è anche una precisazione importante sul nome Artemis. Artemis II non ha portato astronauti sulla superficie lunare: è stata una missione con equipaggio di sorvolo della Luna. Il record riguarda quindi la massima distanza raggiunta dagli esseri umani, non un nuovo allunaggio.

Il confronto resta comunque impressionante. Da una parte, una regione cosmica la cui grandezza dipende da espansione, luce e modelli scientifici. Dall’altra, una distanza percorsa da persone vere, dentro una navicella, appena poco più lunga del tragitto che la luce compie in un secondo.

Forse è questa la misura più onesta della nostra posizione nel cosmo: abbiamo già lasciato la Terra, ma rispetto all’universo siamo ancora praticamente sulla soglia. E quella soglia, per ora, è larga appena qualche secondo di luce.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 92 miliardi di anni luce: diametro stimato dell’universo osservabile
👉 1,36 secondi luce: distanza massima raggiunta da esseri umani nel 2026
📚 Fonti: nasa

21/08/2026

Prima dei numeri sullo schermo, nello spazio c’era una striscia graduata e un gesto preciso.

Quando pensiamo alla NASA, immaginiamo computer potentissimi, pannelli pieni di luci e calcoli impossibili da seguire. Eppure, nell’epoca delle missioni Apollo, accanto a tecnologie molto più sofisticate compariva anche uno strumento che oggi sembrerebbe uscito da un cassetto della scuola.

Il regolo calcolatore non aveva tasti, display o batterie. Non “eseguiva” un’operazione come fa una calcolatrice: trasformava il calcolo in un movimento. Le sue scale erano costruite usando i logaritmi, così una moltiplicazione diventava una somma di distanze e una divisione una sottrazione.

In pratica, si spostavano le scale una rispetto all’altra e si leggeva il risultato grazie a un cursore trasparente. Il numero non appariva da solo: bisognava interpretare le tacche, capire l’ordine di grandezza e tenere conto della posizione della virgola.

Ed è qui che arriva la parte meno spettacolare, ma più importante. Il regolo non era una bacchetta magica capace di risolvere ogni problema della missione lunare. Gli allunaggi dipendevano da computer di bordo, grandi macchine a Terra, procedure di navigazione e una quantità enorme di controlli.

Il regolo era uno degli strumenti usati da astronauti e ingegneri per verifiche, stime e calcoli di routine. Proprio perché funzionava in modo analogico, poteva essere utile per controllare rapidamente se un risultato aveva senso o se c’era un errore grossolano.

La sua precisione, però, non era assoluta. Un modello standard permetteva in genere di arrivare nell’ordine di circa tre cifre significative: abbastanza per molte verifiche tecniche, ma niente a che vedere con la precisione automatica di una calcolatrice digitale. Il risultato dipendeva anche dalla lunghezza dello strumento, dalla qualità delle scale e dall’abilità di chi lo usava.

Questa è forse la cosa più affascinante: il regolo rendeva visibile il ragionamento. Non nascondeva il calcolo dentro un circuito; costringeva a pensare per approssimazioni, a riconoscere gli ordini di grandezza e a capire se il numero ottenuto fosse plausibile.

Perciò sì, fu usato durante il programma Apollo. Ma la storia corretta è più interessante della leggenda: la Luna non fu raggiunta grazie a un solo strumento. Fu raggiunta mettendo insieme tecnologia avanzata, controlli incrociati e anche oggetti semplici, nelle mani di persone capaci di usarli al momento giusto.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Circa 3 cifre significative: precisione tipica di un regolo standard
📚 Fonti: non disponibili

06/08/2026

184° grande abbuffata dal 07 al 22 Agosto: La texana!
Burrito al pastor, ripieno con carne di maiale e manzo marinata all'ananas, fagioli, cipolla e riso, salsa guacamole -disponibile anche dirrrty con salsa cheddar poutine;
Cocottina di tortilla crunchy ripiena con chili di carne, cheddar e crème fraiche;
Fagioli del cowboy, con bacon croccante e verdurine;
Bocconcini chili&cheese, patatine texane, salsa guacamole.
Dolce: gelato al cioccolato e melone&peperoncino.
È inclusa 1 birra media alla spina a scelta o in alternativa Paloma, cocktail a base di tequila, lime e soda al pompelmo rosa.
Euro 25 mangi quanto vuoi!
La Buca Gasthaus, Piazza Mazzini 4, 51017 Pescia (PT)
Tel e whatsapp 0572477339

11/07/2026

La parte più inquietante non è che le galassie si muovano: è non sapere chi le stia tirando.

Nel 2008, un gruppo guidato da Alexander Kashlinsky studiò il movimento di grandi ammassi di galassie confrontandolo con la radiazione cosmica di fondo, una specie di traccia luminosa lasciata dall’universo primordiale.

L’idea era semplice solo in apparenza: su distanze enormi, le galassie dovrebbero seguire i movimenti previsti dall’espansione dell’universo e dalla gravità delle strutture che conosciamo. Invece, nei dati analizzati, molti ammassi sembravano muoversi nella stessa direzione, con una velocità difficile da spiegare.

Non si trattava però di un esercito di galassie contate una per una. Il primo campione comprendeva circa 700 ammassi: enormi gruppi di galassie legati dalla gravità. Ogni ammasso può contenere migliaia di galassie, ma ciò che si cercava di misurare era il movimento dell’intera struttura.

Da qui nasce il nome Dark Flow, “flusso oscuro”. Non perché sia stato osservato qualcosa di nero nello spazio, ma perché la causa del movimento sembrava invisibile e irraggiungibile.

Una possibile spiegazione portava oltre l’orizzonte dell’universo osservabile. In pratica, strutture così lontane da non poterci inviare luce o altre radiazioni potrebbero influenzare il movimento di ciò che riusciamo a vedere. Sarebbe come accorgersi che una tenda si sta spostando, senza poter vedere cosa tira il filo dall’altra parte del muro.

Ma qui arriva il dettaglio che spesso si perde: il Dark Flow non è una scoperta ormai sicura. Altri studi, compresi quelli basati sui dati del satellite Planck, non hanno confermato il fenomeno nella forma inizialmente descritta. Per questo oggi resta un’ipotesi discussa, e molti ricercatori ritengono che il segnale possa dipendere da limiti o problemi nell’analisi dei dati.

Questo non rende l’idea meno affascinante. Anzi, la rende più onesta: la scienza non sta dicendo “abbiamo trovato qualcosa fuori dall’universo”. Sta dicendo “in quei dati sembrava esserci un movimento anomalo, ma non sappiamo ancora se fosse reale”.

Il fascino del Dark Flow sta proprio in questo confine. Da una parte abbiamo strumenti capaci di leggere il movimento di ammassi lontanissimi; dall’altra, potremmo trovarci davanti a una domanda che nessun telescopio riuscirà mai a raggiungere.

Forse il cosmo non ci nasconde una risposta. Forse, qualche volta, ci mostra soltanto quanto è grande il pezzo di realtà che ancora non sappiamo capire.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 2008: primi studi sul Dark Flow guidati da Alexander Kashlinsky
👉 Circa 700 ammassi di galassie analizzati nel campione iniziale
📚 Fonti: inaf, nasa, eurekalert

183° grande abbuffata dal 10 al 25 Luglio: Star Grek.. la nuova frontiera dell'abbuffata greca!Focaccina croccante ripie...
10/07/2026

183° grande abbuffata dal 10 al 25 Luglio: Star Grek.. la nuova frontiera dell'abbuffata greca!
Focaccina croccante ripiena con moussakà (lasagna greca), souvlaki (spiedini di pollo), insalata greca, salsa tirokafteri a base di feta e yogurt, strips di pollo e patatine fritte.
Dolce: yogurt greco con miele e granola.
È inclusa una birra media alla spina a scelta.
Euro 25 mangi quanto vuoi.
La Buca Gasthaus, Piazza Mazzini 4 - 51017 Pescia (PT) Tel e whatsapp 0572477339

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Piazza Mazzini 4
Pescia
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