10/10/2026
Gentile salve.
Non è assolutamente nostra abitudine scendere a certi livelli, ma quando vengono raccontati fatti che non corrispondono a quanto realmente accaduto, riteniamo doveroso interve**re.
Ieri sera lei è venuto nel nostro locale chiedendo del vino, come lo definisce lei, “SFUSO”.
Il nostro collaboratore le ha inizialmente proposto un calice di vino. Lei, con tono abbastanza scherzoso, ha risposto che un calice sarebbe stato troppo poco. Le è stato quindi proposto un litro, che però ha ritenuto eccessivo.
A quel punto, dopo aver dedicato circa dieci minuti al suo tavolo per cercare di soddisfare la sua richiesta, il ragazzo le ha suggerito una soluzione intermedia: due calici di vino.
Nonostante questo, lei ha insistito per avere il litro, pur essendo stato chiaramente informato del prezzo prima di ordinarlo.
Ora mi chiedo: come può una persona adulta, di cinquant’anni o forse più, arrivare a screditare pubblicamente un’attività pur di ottenere un po’ di visibilità sui social?
Vale davvero la pena gettare fango sul lavoro degli altri per qualche follower o qualche interazione in più?
Dietro un’attività ci sono persone, famiglie, dipendenti e sacrifici quotidiani. La critica è sempre ben accetta, quando è costruttiva e soprattutto quando racconta i fatti per come sono realmente accaduti.
La ricerca di visibilità non dovrebbe mai ve**re prima del rispetto e della verità.
Noi continueremo a lavorare con la stessa serietà e passione che ci contraddistinguono dal 2009, lasciando ai nostri clienti il giudizio sul nostro operato.
**Bounty Killer **
Antonio Rendina