12/07/2021
𝙄𝙡 𝙢𝙞𝙚𝙡𝙚 𝙚 𝙞𝙡 𝙧𝙖𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙡’𝙖𝙥𝙚 𝙎𝙞𝙘𝙪𝙡𝙖
di Maurizio Cannella
Quando si parla di miele pensiamo subito ai diversi tipi che ci sono in commercio, non ci poniamo mai la domanda, chi lo produce? Il miele viene prodotto da un piccolo insetto chiamata ape mellifera che si divide in più ceppi: mellifera (ape castana), lehzeni (ape di Heathland), nigra (ape nera), che ha alcune significative varianti genetiche (a volte considerate ecotipi separati) quali l’ape di Pomerania o l’ape delle Alpi tedesche. Noi focalizzeremo l’attenzione sull’ape nigra, proveniente dal nord Africa che costituisce in Sicilia il ceppo Ape nera Sicula. Nata e sviluppatasi in Sicilia fino agli anni ‘70, l’ape nera sicula fu abbandonata dagli apicoltori locali che preferirono importare dal nord le api ligustiche, oramai ritenute lo standard in tutta Italia per la produzione del miele specie per il gran quantitativo che riescono a produrre rispetto all’ape Sicula. L’ape siciliana si differenzia dalla ligustica per il suo colore scuro e per la dimensione delle ali più piccole. Si differenzia invece dalle altre api scure del nord Africa per la colorazione giallastra dei peli del torace e dell’addome. Essa è unica per gli adattamenti del territorio siciliano, ricopre un ruolo chiave per l’impollinazione della flora, ha una resistenza fisica rispetto ad altre specie, soprattutto ai pesticidi e alle siccità che in questo decennio ne ha determinato lo stermino. L’entomologo e docente dell’Università di Palermo Pietro Gendoso studiò e trasferì la passione per questa varietà di api a un suo studente, Carlo Amodeo che nel 2008 a Carini, in provincia di Palermo, ritrovò nella terra di un anziano apicoltore gli ultimi bugni (le casse usate come arnie) di Api nere sicule. Amedeo decise di diventare anch’egli un apicoltore di professione e trasferì in isolamento le famiglie di api trovate nelle isole Ustica, Vulcano, Alicudi e Filicudi, nelle quali riscontrò l’assenza di fauna apistica. Nello stesso anno creò il Presìdio Slow food per porre attenzione sul rischio di estinzione di questa razza di api autoctona: riuscì così ad avvicinare a sé altri produttori che, dopo aver ottenuto da lui le api regine sicule, iniziarono ad allevarle e a produrre ottimo miele. L’ape Sicula è un insetto docile e tranquillo, permette di fare le operazioni di smielatura a mani n**e, è resistente alle temperature estreme del territorio siciliano frutto di centinaia di anni di una terra così calda e apparentemente ostile. A differenza delle altre api riescono a produrre sia in inverno che in estate a temperature 40°, un limite per altre specie: la produzione, spesso rara, va dal Carrubbo al Nespolo e al Mandorlo. Resistente ai parassiti e pesticidi che si usano molto in agricoltura (anche se ultimamente si ha la tendenza a una agricoltura biologica), consuma meno miele rispetto ad altre specie.
Il miele viene solitamente estratto a freddo e a mano e ha caratteristiche molto interessanti al gusto che non si discosta molto dagli altri. Ciò che fa la differenza è l’alto contenuto di polifenoli ed antiossidanti presenti nei mieli di arancio e limone. È un toccasana per il corpo soprattutto per il sistema immunitario: la presenza dei polifenoli fa si che combattono i radicali liberi del nostro corpo: il miele, oltre all’assunzione liscio, si può abbinare in degustazione con dei formaggi erborinati e speziati, in inverno insieme a della grappa o del cognac si ha un prodotto espettorante è indicato soprattutto per l’infiammazione al cavo orale (non per i minori di 16 anni).
Questi i mieli prodotti dall’ape nera sicula; di Acacia, Aneto, Asfodelo, Cardo, Castagno, Ferla, Limone, Mandorlo, Nespolo, Sulla, Agrumi, Arancio, Astragalo Nebrodentis, Carrubo, Eucaliptus, Fico d’india, Mandarino tardivo di Ciaculli, Timo, Mille fiori, Rovo. Nella zona del Val di Noto, dove il Carrubo è presente, il miele viene prodotto tra ottobre e novembre. All’olfatto ha un sentore particolare, tipico del frutto. Visivamente ha un colore scuro che, con il passare del tempo, diventa chiaro per poi diventare color nocciola: è un miele che si cristallizza velocemente.
Al palato ha una consistenza quasi cremosa, essendo un prodotto invernale è un miele raro da produrre. Altro miele è quello di Timo detto (Sataredda), che negli ultimi anni ha ridotto la produzione per i vasti incendi che distruggono la macchia mediterranea dove la pianta, della famiglia delle Lamiacea, è presente. Visivamente ha un colore ambrato, all’olfatto e al palato si presenta molto intenso. Ha proprietà balsamiche è utilizzato in inverno per le infiammazione del cavo orale.
Da "Il Domani" periodico di informazione politica, attualità, cultura, sport, spettacolo. Anno 1 n° 6. Luglio