06/07/2025
🍝 Un mercoledì da Leggenda
Era il 1975, un mercoledì pomeriggio - e si sa da Vittoria il mercoledì è il giorno delle conquiste- e quel mercoledì lo fu davvero.
Alle 16:00 in punto, Gaetano Capobianco aveva l’appuntamento piú atteso della sua vita: dal notaio per ottenere finalmente la licenza.
Ad accompagnarlo fu Franco, che passò a prenderlo con la Fiat 124 - quella che Gaetano aveva comprato per i suoi figli, ma che quel giorno sembrava fatta apposta per portarlo verso un sogno. Era in piedi dall’alba, elegante, nervoso e con una sola cosa in testa: quel documento che avrebbe dato forma a tutto ciò che aveva sempre sognato.
📃La licenza… e le lacrime
Dopo ore di attesa, parole, firme e strette di mano, alle ore 20:00 quella porta si aprì. In mano avevano finalmente LA LICENZA. Gaetano scoppiò in lacrime, piangeva come un bambino. Lacrime vere, di chi ha lottato, sognato, sperato.
Ancora oggi quando si racconta quel momento, la voce si spezza.
⚽️Coppa Italia, sogni e la vera Vittoria
Alle 20:45, c’era la partita: una sfida di Coppa Italia, il Napoli in campo. I biglietti li avevano da giorni. Per Gaetano, il Napoli era sacro- una fede trasmessa ai figli, una passione che accendeva ogni settimana la casa e il cuore. Ma quella sera, il vero spettacolo non era allo stadio.
Salirono in macchina, ancora storditi dall’emozione. Gaetano non parlava, stringeva forte quella licenza tra le mani come fosse l’oro della sua vita. Si sedette al suo posto, sugli spalti, e le luci del campo si accesero. Ma lui non guardava.
Piangeva.
Lacrime silenziose, lente, che non riusciva a fermare. Lacrime di gioia, di liberazione.
Piangeva per il sogno che aveva rincorso per anni. Piangeva perché ce l’aveva fatta.
E i suoi figli, accanto a lui, lo guardavano in silenzio, sapendo che stavano assistendo al momento più importante della vita del loro padre.
Quel giorno-quella notte- restano stampati nei racconti della famiglia come una favola vera.
Ogni volta che si racconta, le lacrime tornano. Non servono parole. Basta ricordare. Basta sentirlo.
Perché quel mercoledì fu davvero una VITTORIA!