Blue Turtle

Blue Turtle Ci prendiamo il nostro tempo per scegliere un vinile jazz, sorseggiare un caffè, bere un cocktail

Ci sono concerti che si programmano.E concerti che capitano.Il 25 giugno il Blue Turtle ospiterà il Gerald Cannon Trio.P...
21/06/2026

Ci sono concerti che si programmano.

E concerti che capitano.

Il 25 giugno il Blue Turtle ospiterà il Gerald Cannon Trio.

Prima delle note ci sono sempre pagine, idee, ascolto, confronto.
Questa immagine racconta proprio quel momento.

Da domani sarà possibile acquistare i biglietti.

Ingresso: 35 €
Posti disponibili: 20
photo: Riccardo Piccirillo

Blue Turtle
Piazza Amedeo 16/C – Napoli

20/06/2026

LA MUSICA NASCE NEI LUOGHI

Negli ultimi giorni mi è tornata spesso in mente una parola: luoghi.

Non spazi.
Non contenitori.
Non semplici sedi per eventi.

Luoghi.

Alcuni giorni fa, al Medimex, abbiamo discusso di luoghi, pubblici e politiche del jazz in Italia. Una riflessione che riguardava certamente il jazz, ma che in fondo parla di tutta la musica dal vivo e, più in generale, della cultura.

Per questo mi hanno colpito le parole di Manuel Agnelli: «Vogliamo tornare a far sì che i live club diventino posti centrali per lo scambio culturale e musicale.»

Al di là dei generi musicali, credo che questa frase tocchi un punto essenziale.

Negli ultimi anni abbiamo imparato a misurare quasi tutto: visualizzazioni, follower, ascolti, biglietti venduti, sold out.

Molto più raramente ci chiediamo dove nascano gli artisti.

Dove imparino a stare su un palco.
Dove possano sbagliare.
Dove incontrino il pubblico per la prima volta.
Dove si formi una comunità.

Perché la musica non nasce dai grandi numeri.

Nasce nelle relazioni.
Nasce nelle esperienze condivise.
Nasce nei luoghi.

I jazz club, i live club, i piccoli teatri, i circoli culturali e tutti quei presìdi che ogni giorno tengono accesa una luce svolgono una funzione che va ben oltre l’organizzazione di un concerto.

Sono luoghi dove si costruiscono artisti, pubblici e comunità.

Forse la domanda che dovremmo porci è semplice: Esistono ancora luoghi capaci di accompagnare la crescita di un musicista nel tempo?

E, soprattutto, siamo ancora disposti a riconoscerne il valore?

Rosario Moreno

Questa versione di The Way You Look Tonight è una piccola gemma nascosta. Lo standard di Jerome Kern e Dorothy Fields na...
20/06/2026

Questa versione di The Way You Look Tonight è una piccola gemma nascosta. Lo standard di Jerome Kern e Dorothy Fields nasce nel 1936 come canzone romantica e luminosa, ma nelle mani di Mal Waldron diventa qualcosa di molto diverso: più urbano, più notturno, quasi un racconto di fine serata invece che una dichiarazione d’amore.

L’incisione fa parte di Mal/2, registrato nel 1957 negli studi di Rudy Van Gelder. In quella sessione troviamo un gruppo straordinario: Mal Waldron al piano, John Coltrane al tenore, Idrees Sulieman alla tromba, Sahib Shihab ai sax, con Julian Euell e Ed Thigpen nella sezione ritmica. È il Coltrane immediatamente precedente all’esplosione di Blue Train e di Giant Steps: già riconoscibile, ma ancora immerso nel linguaggio hard bop degli anni Cinquanta.

Quello che colpisce di questa esecuzione è l’arrangiamento.

Invece di presentare subito il tema in modo elegante e cantabile, Waldron costruisce una trama a più voci. Le ance e la tromba espongono il materiale melodico quasi come una piccola sezione orchestrale. Non c’è il romanticismo “Hollywood” che associamo spesso a questo standard; c’è piuttosto una sensazione di città, di fumo, di notte avanzata

20/06/2026

Su La Lettura - Corriere della Sera, oggi in anteprima sull’App e domani in edicola, trovate una bella conversazione con Enrico Rava, a cura di Helmut Failoni.

🔗 https://tinyurl.com/3kjaptyw

19/06/2026

Pace e Genocidio a Gaza.

È corretto parlare di pace per quanto riguarda Gaza?
La pace si invoca quando c’è una guerra.
E la guerra è il conflitto armato tra due eserciti che si fronteggiano.
La pace è quindi il tentativo di porre fine alle ostilità tra i due contendenti.
A Gaza non ci sono due eserciti: c’è una popolazione civile reclusa, segregata e oppressa, e un corpo militare di un paese straniero che la vuole annientare, sterminare, liquidare.
Quello in atto a Gaza è un genocidio.
Un processo scientificamente progettato ed implementato per TERMINARE, azzerare, vaporizzare un intero popolo con l’intento dichiarato di occuparne le terre e rubarne le ricchezze.

VITA per GAZA !
BISCA suona

19/06/2026
You Must Believe in Spring è uno di quei brani che diventano sempre più profondi man mano che si invecchia.Nasce come “L...
19/06/2026

You Must Believe in Spring è uno di quei brani che diventano sempre più profondi man mano che si invecchia.

Nasce come “Les Moulins de Mon Cœur” (“I mulini del mio cuore”), composto da Michel Legrand per il film The Thomas Crown Affair. Successivamente riceve un testo inglese e diventa You Must Believe in Spring.

Ma la versione di Bill Evans è quasi una reinvenzione.

You Must Believe in Spring è registrato nel 1977 con Eddie Gómez e Eliot Zigmund, in un periodo molto difficile della vita di Evans. La sua compagna Ellaine Schultz si era suicidata pochi anni prima e, poco dopo quelle registrazioni, sarebbe morto anche suo fratello Harry. Quando ascolti quel disco sapendo questo, molte cose assumono un altro significato.

Il titolo sembra ottimista:

Devi credere nella primavera.

Ma non è l’ottimismo ingenuo di chi pensa che tutto andrà bene.

È piuttosto l’ostinazione di chi ha visto l’inverno e sceglie comunque di credere che esista ancora una primavera.

Questa è la differenza.

Quando Evans suona quel tema non c’è entusiasmo.
C’è tenerezza.

Non c’è felicità.
C’è speranza.

E soprattutto c’è accettazione.

Molti standard jazz parlano d’amore.
You Must Believe in Spring parla del tempo ed anche per questo ci piace

Flamenco Sketches è uno di quei brani che, più che ascoltare, si abitano.Fa parte di Kind of Blue, ed è l’ultimo brano d...
19/06/2026

Flamenco Sketches è uno di quei brani che, più che ascoltare, si abitano.

Fa parte di Kind of Blue, ed è l’ultimo brano del disco. È costruito su un’idea semplicissima e rivoluzionaria: non ci sono le classiche progressioni armoniche del bebop. Miles consegnò ai musicisti una sequenza di cinque modi (scale) e disse loro, in sostanza: “Restate qui finché sentite di avere qualcosa da dire, poi passate al successivo.”

È il jazz modale portato alla sua forma più pura

Indirizzo

Piazza Amedeo 16/c Passeggiata Colonna
Naples
80121

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 13:30
16:00 - 19:15
Mercoledì 10:00 - 13:30
16:00 - 19:15
Giovedì 10:00 - 13:30
16:00 - 19:30
Venerdì 10:30 - 13:30
19:30 - 00:00
Sabato 10:30 - 13:30
16:00 - 19:30

Telefono

+390816124356

Sito Web

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