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      di: Michele De MaioPrada Galleria non è un nuovo negozio, è un mondoPrada torna dove tutto è cominciato e trasform...
15/09/2026


di: Michele De Maio
Prada Galleria non è un nuovo negozio, è un mondo
Prada torna dove tutto è cominciato e trasforma la Galleria Vittorio Emanuele II in un viaggio dentro la propria storia, tra archivio, moda, arte e nuove forme di ospitalità
Non chiamatelo ampliamento della boutique donna. Non chiamatelo nuovo spazio casa o beauty. E nemmeno museo. Prada Galleria è qualcosa di più: un luogo in cui perdersi dentro l’universo Prada, tra moda, arte, architettura, cultura, ospitalità e storia. Un indirizzo per chi Prada la conosce già e, forse ancora di più, per chi pensa di conoscerla. Perché Prada non è soltanto una storia di Made in Italy. È una storia di Milano.
È qui, infatti, nella Galleria Vittorio Emanuele II, a pochi passi dal Duomo, che nel 1913 aprì il primo negozio Fratelli Prada. Più di un secolo dopo, quello stesso indirizzo torna al centro della storia del brand con un progetto che occupa otto piani e che prova a raccontare Prada non attraverso una singola definizione, ma attraverso tutte quelle discipline che negli anni ne hanno alimentato l’identità.Otto piani, collegati anche da un nuovo passaggio sotterraneo, che tengono insieme quello che normalmente starebbe in indirizzi diversi: boutique, archivio, mostra, pasticceria, arte, fotografia, shopping privato e ospitalità. La moda, naturalmente, è il punto di partenza. Intorno ci sono arte, architettura, cinema, fotografia, design, cultura, sport e ospitalità. Non mondi semplicemente accumulati nel tempo, ma territori con cui Prada ha costruito un dialogo continuo. È anche attraverso questi incontri che il brand è cambiato, evolvendosi senza mai smettere di mettere in discussione la propria identità.
Il percorso comincia dalla boutique Prada Donna, che occupa proprio la sede originaria di Fratelli Prada. Lo spazio è stato ampliato con un nuovo piano interrato, quasi raddoppiando la superficie espositiva. Accanto alle collezioni donna trovano spazio le proposte Travel, Home e Beauty, in un ambiente dove il presente convive con il passato attraverso murales storici e oggetti provenienti dall’archivio. Dall’altra parte, diagonalmente rispetto alla boutique donna, c’è Prada Uomo, inaugurata nel 2013. Oggi i due spazi sono collegati da un nuovo passaggio sotterraneo, il Secret Passage. Il nome sembra quello di un dettaglio scenografico, ma qui il passaggio serve soprattutto a portare il visitatore dietro le quinte della storia Prada. Il tunnel raccoglie infatti episodi meno conosciuti della storia del marchio, oggetti, esperimenti e intuizioni che raccontano alcune delle sue prime volte. Sono deviazioni che, viste oggi, sembrano anticipare quella particolare attitudine alla ricerca e all’autocritica che è diventata una delle cifre di Prada. Un modo per ricordare che l’innovazione, in casa Prada, non è mai arrivata soltanto dalle collezioni. Sopra lo spazio Uomo c'è Marchesi 1824, che Prada ha acquisito nel 2014. È difficile immaginare un modo più milanese di stare dentro Prada: un caffè, una pasticceria, un rituale che appartiene alla città da generazioni e che qui continua la sua vita accanto alla moda.
Al piano nobile arriva invece il cuore più narrativo del progetto: Pradasphere, la prima mostra permanente dedicata alla storia del brand. Dalla fondazione di Fratelli Prada nel 1913 fino ai giorni nostri, la mostra raccoglie oltre un secolo di creatività attraverso materiali d’archivio e testimonianze legate alla moda, all’arte, all’architettura, al cinema, alla cultura e allo sport. Molti dei pezzi esposti vengono mostrati per la prima volta. Pradasphere nasce da un percorso già iniziato con le esposizioni itineranti di Londra e Hong Kong nel 2014 e di Shanghai nel 2023, ma a Milano assume un significato diverso. Qui non è più una mostra temporanea sulla storia di Prada: diventa parte permanente della casa, quasi una memoria incorporata nell’edificio.
Ed è forse questo il punto. Per Prada il passato non serve a guardarsi indietro. Serve a capire cosa fare dopo. Il patrimonio non viene utilizzato come semplice celebrazione, ma come materiale con cui continuare a costruire. È una distinzione sottile, ma fondamentale: conoscere da dove si arriva serve a capire meglio dove andare. È una filosofia che emerge anche negli spazi più privati della Galleria.

Al secondo piano, The Studio propone una serie di sale raccolte, quasi domestiche, pensate per uno shopping su appuntamento e altamente personalizzato. Al centro, una sala dedicata agli eventi privati. Poco più in là, L’Appartamento porta il discorso ancora più lontano dalla tradizionale idea di boutique. L’ambiente si ispira a un immaginario appartamento del XVIII secolo e mette insieme mobili italiani d’antiquariato e arte contemporanea, con i mosaici monumentali della Galleria a fare da sfondo. Qui il fotografo tedesco Andreas Gursky ha curato una selezione delle proprie opere. Lo spazio, accessibile su invito, è destinato a cene private e occasioni speciali.
Poi si sale ancora, fino all’Osservatorio Fondazione Prada, dedicato alla fotografia e alla sperimentazione visiva. Nato proprio nella Galleria nel 2016, l’Osservatorio guarda alle trasformazioni del presente attraverso immagini, tecnologia e nuovi linguaggi, diventando un altro punto di contatto tra il mondo Prada e ciò che accade fuori dalla moda.

Perché l'idea di trasformare un negozio in qualcosa di più non è nuova per Prada. Già nel 2001, con il primo Epicenter di New York progettato da Rem Koolhaas e OMA, il brand aveva cominciato a mettere in discussione il concetto tradizionale di retail, facendo dialogare architettura, arte e moda. Poi sarebbero arrivati Los Angeles e Tokyo. Prada Galleria porta quella stessa intuizione a un livello diverso. Non più un singolo spazio concepito come manifesto, ma un intero edificio in cui le diverse anime del brand possono convivere. E soprattutto farlo a Milano, nel luogo stesso in cui la storia è iniziata.

Lo stesso principio è stato sperimentato anche a Shanghai, con progetti come MiShang Prada Rong Zhai, sviluppato in collaborazione con il regista Wong Kar Wai, e con il restauro di Rong Zhai, la villa storica del 1918 trasformata da Prada in un centro culturale. A Singapore, nel 2024, è arrivato anche un nuovo Prada Caffè. Sono esperienze diverse, ma tutte raccontano la stessa idea: Prada non vuole limitarsi a vendere prodotti, vuole costruire contesti intorno a essi. A Milano questa ambizione trova però il suo indirizzo più naturale. Perché Prada Galleria non è soltanto il luogo in cui il brand torna alle proprie origini. È il luogo in cui quelle origini vengono rimesse in movimento. Il negozio del 1913 incontra la moda contemporanea, l’archivio dialoga con l’arte, la pasticceria con l’ospitalità, la fotografia con la tecnologia. Ogni piano aggiunge un pezzo, ma nessuno pretende di essere la definizione definitiva di Prada.

Alla fine, forse, è proprio questo il viaggio promesso da Prada Galleria: non una visita dentro un museo del brand, ma un percorso attraverso le connessioni che lo hanno reso quello che è. Un secolo dopo il primo Fratelli Prada, Milano torna a essere il punto di partenza. Questa volta, però, per guardare molto più lontano.

    di: Michele De Maio“Volevo recuperare l’anello che mio padre aveva perso 40 anni fa. Ho chiesto a Dio, ho detto: ‘Di...
03/09/2026


di: Michele De Maio
“Volevo recuperare l’anello che mio padre aveva perso 40 anni fa. Ho chiesto a Dio, ho detto: ‘Dio, mi aiuterai oggi?’ e poi nel giro di 5 minuti l’ho trovato”: la storia di Jeff Arnett
L'oggetto era scivolato nel prato tra il 1977 e il 1982. A 11 anni dalla morte del genitore, un figlio ha mantenuto la parola data chiudendo la ricerca in appena cinque minuti. La storia, raccontata dal New York Times, nasce da una richiesta fatta al capezzale
“Volevo recuperare l’anello che mio padre aveva perso 40 anni fa. Ho chiesto a Dio, ho detto: ‘Dio, mi aiuterai oggi?’ e poi nel giro di 5 minuti l’ho trovato”: la storia di Jeff Arnett
Il primo tentativo si è concluso con un nulla di fatto, ma ha trasformato la ricerca in un passatempo metodico. Dopo aver acquistato un proprio metal detector nel 2023, Jeff è tornato più volte sul posto, esplorando il terreno soprattutto in primavera, in autunno e nei mesi invernali in cui il suolo non era ghiacciato. Ha estratto circa 150 oggetti: prevalentemente chiodi, dadi, bulloni e monete. Dell’anello, però, nessuna traccia.
La svolta è arrivata il 16 agosto di quest’anno. Equipaggiato con un nuovo strumento regalatogli da due fratelli, Jeff ha organizzato un’ultima spedizione. L’abitazione, attualmente di proprietà del suo ex pastore, stava per essere messa in vendita e l’arrivo di nuovi proprietari avrebbe potuto precludergli definitivamente l’accesso al prato.
“Ho chiesto a Dio, ho detto: ‘Dio, mi aiuterai oggi?'”, ha ricordato. L’anello si trovava a venti centimetri di profondità. “Dal momento in cui ho acceso il metal detector fino a quando l’ho trovato sono passati cinque minuti”, ha scritto poi in un post su Facebook. “Ho solo detto: ‘Grazie, Dio'”. Il ritrovamento ha riaperto la memoria familiare, in particolare il ricordo delle mattine in cui John preparava la colazione per i quattro figli indossando un grembiule sopra la divisa militare e intonando una canzone inventata al momento. “Quando ho raccolto l’anello e me lo sono messo al dito, ho capito che mio padre era stato l’ultimo ad averlo al dito e io sono la prima persona a mettermelo al dito”, ha spiegato Jeff Arnett. “E ho capito che è la cosa più vicina a toccare di nuovo mio padre”.
Il dubbio temporaneo che potesse trattarsi di un pezzo di bigiotteria è stato sciolto dalla madre, la novantenne Carol Arnett. “Gliel’ho dato e lei ha detto: ‘È lui'”. La conferma definitiva è arrivata sfogliando l’album fotografico del loro matrimonio, celebrato nel 1957. Jeff ha fatto sapere che continuerà a praticare la ricerca con il metal detector, ma la fede in oro bianco 14 carati resterà sulla sua scrivania, custodita nella scatola che contiene già uno degli orologi del padre.

    di: Michele De MaioLa barca super tecnologica di Gianluca Vacchi: costa quanto un intero PaeseSe pensate che il luss...
18/05/2026

di: Michele De Maio
La barca super tecnologica di Gianluca Vacchi: costa quanto un intero Paese
Se pensate che il lusso nautico si misuri ancora solo in metri di lunghezza e finiture in marmo, siete rimasti indietro. Oggi, nel mondo dei superyacht, la vera moneta di scambio è la tecnologia di bordo.

Lo sa bene Gianluca Vacchi, l’imprenditore-influencer da milioni di follower, da sempre appassionato di giocattoli per adulti ad altissimo tasso tecnologico. Di recente, i riflettori sono tornati ad accendersi sulle sue creature marine, descritte sul web con i soliti titoli iperbolici che parlano di costi paragonabili a quelli di un intero Paese.

Ora, a meno che non si parli del Principato di Monaco, si tratta chiaramente di un’esagerazione da clickbait. Tuttavia, una cosa è certa: l’ecosistema tecnologico che si nasconde a bordo del suo gioiello del mare costa una cifra astronomica.

Un prodigio di ingegneria navale tra fibra di carbonio e aerodinamica stealth
Dimenticate i vecchi barconi pesanti e lenti dei decenni passati. Le imbarcazioni scelte da Vacchi sono capolavori di ingegneria che prendono in prestito soluzioni dal mondo aerospaziale e militare. Le linee dello scafo sono spezzate e aggressive, progettate attraverso simulazioni computazionali per ridurre l’attrito dell’acqua quasi a zero.

Per ottenere prestazioni velocistiche impressionanti senza sacrificare la stabilità strutturale, i cantieri fanno un uso massiccio di fibra di carbonio e titanio, materiali che alleggeriscono la struttura e permettono alla barca di fendere le onde con la precisione di un caccia a reazione.

Sotto la scocca non si trovano le classiche eliche tradizionali, bensì moderni sistemi di propulsione a idrogetto di derivazione industriale. Questa tecnologia permette una manovrabilità millimetrica controllabile tramite un semplice joystick in plancia, garantendo al contempo una silenziosità assoluta durante la navigazione.

Inoltre, per azzerare il fastidioso problema del mal di mare, l’imbarcazione sfrutta potenti stabilizzatori giroscopici capaci di contrastare il rollio causato dalle onde, mantenendo la barca perfettamente in asse anche quando è ferma in rada
Domotica predittiva e privacy elettronica per il re dei social
Se la smart home domestica vi sembra futuristica perché permette di accendere le luci con la voce, la domotica del superyacht di Vacchi ridefinisce completamente gli standard dell’automazione. Tutta l’imbarcazione è gestita da un sistema centrale integrato, i cui comandi sono quasi invisibili, elegantemente nascosti sotto le superfici di specchi e vetri neri. Dai display touch screen della plancia, o direttamente da uno smartphone, è possibile monitorare e modificare ogni singolo parametro della vita a bordo.

Il software di gestione ambientale è di tipo predittivo: l’aria condizionata, l’illuminazione a LED dinamica e i sistemi di intrattenimento si regolano automaticamente in base all’ora del giorno e alle preferenze degli ospiti. Questa tecnologia diventa particolarmente spettacolare durante i celebri DJ set dell’imprenditore, quando le luci cambiano colore a ritmo di musica grazie ad algoritmi di sincronizzazione sonora.

Anche la privacy viene gestita elettronicamente attraverso l’uso di vetri elettrocromici, che possono passare da completamente trasparenti a totalmente oscurati con un semplice tocco, blindando l’interno della barca dagli sguardi indiscreti e dai teleobiettivi dei paparazzi.

L’esperienza multimediale è completata da un impianto home theater custom-made a scomparsa. Progettati per resistere alla salsedine e alle condizioni marine più estreme, questi diffusori erogano una pressione sonora impressionante e sfruttano algoritmi di correzione acustica ambientale per adattare il suono alle geometrie aperte dei ponti.

Il vero valore di un laboratorio galleggiante
Tornando alla provocazione iniziale sul prezzo, l’imbarcazione non costa ovviamente quanto uno Stato, ma parliamo comunque di cifre che oscillano tra i 15 e i 40 milioni di euro a seconda dei modelli e delle personalizzazioni accumulate nel tempo. Per fare un paragone puramente geek, con il costo di questo superyacht si potrebbero acquistare circa 25.000 iPhone di ultimissima generazione o finanziare una startup tecnologica promettente per i prossimi dieci anni

08/05/2026

Flipbook

       di: Michele De MaioOgni anno, in occasione di Watches and Wonders, il pubblico attende con ansia le novità di Rol...
26/04/2026


di: Michele De Maio
Ogni anno, in occasione di Watches and Wonders, il pubblico attende con ansia le novità di Rolex. La marca ci sorprende sempre con diverse nuove uscite. Alcune diventano subito le preferite degli appassionati, mentre altre dividono gli animi, come è naturale che sia per la più grande marca di orologi al mondo. Nel 2026 Rolex festeggia il centenario dei suoi orologi Oyster e propone una ampia gamma di nuove varianti. Scopriamole insieme.

Rolex Oyster Perpetual
Rolex celebra il centenario del primo Oyster con due modelli speciali Oyster Perpetual. La marca ginevrina presentò il primo orologio da polso resistente all’acqua e alla polvere nel 1926 e lo chiamò appunto “Oyster”. L’orologio dotato di una cassa sigillata ermeticamente per garantire una protezione ottimale del movimento. Solo cinque anni dopo, la marca introdusse un rivoluzionario movimento a carica automatica con il cosiddetto rotore Perpetual. Entrambi i nomi sono ancora oggi utilizzati nella collezione Rolex per diversi modelli. Tuttavia, quando si parla di Rolex Oyster Perpetual, si intende la serie di orologi entry-level che porta con orgoglio i nomi di due innovazioni rivoluzionarie risalenti al 1926.
Per celebrare questa pietra miliare, Rolex ha presentato una coppia di modelli Oyster Perpetual commemorativi caratterizzati da una serie di dettagli di design ispirati al Rolex Oyster originale del 1926. Il duo è composto da un Oyster Perpetual da 36 e uno da 41 mm, entrambi realizzati in Rolesor giallo, termine con cui Rolex indica la combinazione di acciaio e oro giallo. Il modello più piccolo ha una cassa da 36 × 11,6 mm, mentre il modello più grande ha una cassa in acciaio inox da 41 × 11,6 mm. Entrambe le casse presentano lunetta, corona e indici del quadrante in oro giallo 18 carati. Inoltre, gli orologi sono abbinati all’iconico bracciale Oyster con fermaglio Oysterclasp dotato di sistema di estensione rapida Easylink per una vestibilità perfetta.

Sul quadrante grigio ardesia di entrambi i modelli, si trovano il nome della marca e gli speciali indici a intervalli di cinque minuti, realizzati nel caratteristico verde Rolex. A ore 6, posizione tipicamente riservata alla scritta “Swiss Made”, si legge “100 years”. Infine, la corona in oro giallo presenta il numero 100 sotto la coroncina Rolex. All’interno della cassa di entrambi gli orologi si trova il noto Calibro di manifattura 3230, che garantisce una riserva di carica di 70 ore. Questi modelli speciali per l’anniversario celebrano i 100 anni dell’Oyster in grande stile e sono disponibili al prezzo di 8.250 euro (Oyster Perpetual 36) e di 9.400 euro (Oyster Perpetual 41).
Il secondo Oyster Perpetual è molto più giocoso. Anche questo modello completamente in acciaio inox ha le stesse dimensioni di 36 × 11,6 mm del modello più piccolo in acciaio e oro. Per questa versione, Rolex ha creato un quadrante colorato con un motivo Jubilee rivisitato. Il pattern è dato dalla disposizione ripetuta del nome della marca in vari colori. L’ispirazione viene da classici bracciali Rolex e dal design di quadranti precedenti. I colori vivaci fanno risaltare il quadrante rispetto alla cassa e al bracciale in acciaio inox.

Come nelle versioni precedenti il movimento è il Calibro 3230. Il protagonista di questa nuova variante è però chiaramente il nuovo e vivace quadrante. Gli appassionati di Rolex assoceranno immediatamente questo nuovo quadrante all’Oyster Perpetual con il famoso quadrante “Balloon” del 2023. Secondo noi, questo nuovo modello è un degno successore. Porta avanti la serie di modelli Rolex Oyster Perpetual con quadranti giocosi e lo fa con stile. Il nuovo Rolex Oyster Perpetual del centenario in acciaio inox ha un prezzo di vendita di 6.550 euro.
Un’altra importante presentazione di quest’anno è il nuovissimo Rolex Yacht-Master II. La nuova declinazione dell’orologio con conto alla rovescia da regata fa rivivere il modello fuori produzione, che ha fatto parte della collezione dal 2007 fino al 2024. Mentre i modelli precedenti utilizzavano la speciale lunetta Ring Command per azionare il timer da regata, lo Yacht-Master II di nuova generazione è molto più facile da usare grazie ai due pulsanti, che tra l’altro gli conferiscono un aspetto più classico da cronografo.

Ma per capire a fondo lo Yacht-Master II è utile spiegarne lo scopo. Rolex ha progettato l’orologio per cronometrare una sequenza di procedure di partenza su più gare o tappe di una competizione velica. Il più basso dei due pulsanti del nuovo Yacht-Master II controlla la programmazione del conto alla rovescia. Ogni pressione fa avanzare la lancetta dei minuti con incrementi di un minuto. Questo permette di impostare il timer allineando la lancetta dei minuti con gli indici corrispondenti. Una volta impostato, l’orologio memorizza il conto alla rovescia selezionato nella sua memoria meccanica. Di conseguenza, si può riavviare la stessa sequenza di conto alla rovescia senza doverla resettare. Tutto ciò potrebbe sembrare molto tecnico, ma per chi ha familiarità con la vela questo particolare timer con conto alla rovescia è molto utile.

Rolex presenta i nuovi Yacht-Master II in acciaio inox (Ref. 126680) e in oro giallo 18 carati (Ref. 126688). Entrambi hanno un diametro di 44 mm e uno spessore di 13,9 mm. Di conseguenza sono adatti soprattutto ai polsi più grandi. Le casse sono impermeabili fino a 100 metri e sono abbinate a una lunetta bidirezionale con disco in Cerachrom blu acceso e scala dei 60 minuti.

Entrambi i modelli sono caratterizzati da un quadrante laccato bianco opaco progettato per ridurre i riflessi in acqua. Sul rehaut è presente un indicatore per il conto alla rovescia. Muovendosi in senso antiorario sul quadrante si trovano i secondi cronografici centrali e una lancetta dedicata al conto alla rovescia dei minuti, che tiene traccia del tempo rimanente fino allo start. Il modello in acciaio inox presenta dettagli rossi per un maggiore contrasto, mentre il modello in oro giallo li omette a favore di accenti più dorati. Il risultato è un aspetto distintivo per ciascuna variante nonostante le somiglianze.

Il nuovo calibro Rolex 4162 anima la funzionalità del conto alla rovescia. Questo movimento cronografo automatico ha uno scarto di ±2 secondi al giorno e offre una riserva di carica di 70 ore. Pur essendo di grande effetto, è la funzionalità tecnica che rende queste introduzioni particolarmente degne di nota. Riprogettando il sistema e creando un calibro più intuitivo, Rolex ha prodotto un orologio che funge da timer con conto alla rovescia perfetto per le regate. Pur essendo di nicchia per dimensioni e funzioni, è una dimostrazione delle capacità tecniche di Rolex, a volte trascurate. Il Rolex Yacht-Master II in acciaio inox è disponibile al prezzo di 19.850 euro, mentre la versione in oro giallo 18 carati ha un prezzo di 56.700 euro.
Un altro punto highlight Roley di quest’anno è un modello speciale fuori catalogo, realizzato in una nuova lega d’oro brevettata. Il Rolex Day-Date 40 è prodotto nell’inedito oro Jubilee. Questa lega unica è stata sviluppata internamente da Rolex ed è la prima lega d’oro della manifattura. Il materiale si contraddistingue per una lucentezza più morbida rispetto all’oro giallo o rosa tradizionale, acquisendo un aspetto più discreto. Secondo Rolex, il colore dell’oro Jubilee combina toni di giallo soft, grigio caldo e rosa tenue.

Per presentare questo nuovo materiale, Rolex ha scelto il Day-Date. Il modello iconico è stato tradizionalmente disponibile solo in metalli preziosi. La nuova variante si unisce quindi alle versioni in oro giallo 18 carati, oro Everose, oro bianco e platino. L’orologio è dotato di una cassa da 40 mm spessa 12 mm e da una lunetta zigrinata. Il sorprendente quadrante è realizzato in avventurina verde brillante con 10 indici di diamanti baguette e si integra meravigliosamente alla sfumatura del nuovo oro. Completa la configurazione l’iconico bracciale President con chiusura Crownclasp.

All’interno della cassa, Rolex m***a il suo calibro in-house 3255 un movimento automatico con una riserva di carica di 70 ore e una precisione media giornaliera di ±2 secondi. Sebbene sia di grande effetto, il movimento non è il punto di forza principale: protagonista dell’orologio è il nuovo oro Jubilee, soprattutto se abbinato al quadrante in avventurina verde. Per ora, questo è l’unico modello Rolex realizzato in oro Jubilee, ma è probabile che ne seguiranno altri. Speriamo che tra questi ci sia anche un Day-Date più piccolo da 36 mm, che rimane una delle misure preferite. Come già detto, il modello è fuori catalogo e disponibile solo per un gruppo selezionato di clienti Rolex. L’orologio ha un prezzo di listino di 62.700 dollari.
Cerachrom a base di zirconia. Inoltre, Rolex ha ridisegnato gli indici e i numeri della lunetta tachimetrica, incassandoli nella ceramica.

La lunetta grigia è abbinata a uno splendido quadrante in smalto bianco. Il quadrante con smalto Grand Feu è davvero speciale. Si tratta infatti di una tecnica è tipicamente riservata all’orologeria di alta gamma. La combinazione di quadrante bianco e indici applicati riempiti di Super-LumiNova bianca crea un’estetica frizzante che contrasta splendidamente con la lunetta grigio scuro. Il nuovo Daytona si presenta familiare e allo stesso tempo nuovo. La combinazione di materiali è insolita e il quadrante è particolarmente interessante. All’interno della cassa troviamo l’affidabile Calibro 4131 di manifattura. Questo movimento cronografo offre una riserva di carica di 70 ore e uno scarto medio giornaliero di ±2 secondi, confermandosi quindi il motore ideale per questo nuovo straordinario Daytona.

Come già detto, il modello non fa parte della collezione standard. Anche per chi è pronto a spendere i 57.800 dollari richiesti, acquistarne uno rimarrà estremamente difficile. Di conseguenza, i collezionisti faranno probabilmente salire i prezzi ben oltre il listino. Dopo aver visto questo modello, tuttavia, è facile capire perché la domanda sarà così alta. È senza dubbio uno dei pezzi forti delle presentazioni di Rolex per il 2026.

  di:Michele de Maio UN LUTTO PER IL VINO MONDIALEAddio all’enologo più influente della nostra epoca: se n’è andato il g...
22/03/2026


di:Michele de Maio
UN LUTTO PER IL VINO MONDIALE
Addio all’enologo più influente della nostra epoca: se n’è andato il grande Michel Rolland
Un lutto per il vino mondiale: ci ha lasciato oggi a Bordeaux all’età di 78 anni Michel Rolland, l’enologo più influente della nostra epoca e primo “flying winemaker”, come produttore e come consulente (con consulenze in oltre 150 tenute in 14 Paesi, cui si aggiungono oltre 400 aziende vitivinicole che si avvalgono del laboratorio “Rolland & Associés” di Pomerol), un grande professionista che, in 60 anni di una carriera prestigiosissima vissuta da protagonista, è stato “l’uomo che ha inventato il vino moderno”, che ha nobilitato il ruolo stesso dell’enologo, e cavalcato in prima linea i decenni in cui il grande vino è diventato desiderio e simbolo delle élites del mondo. A partire dalla sua Bordeaux, prima, ma passando anche per California, Argentina, Cile, Italia e non solo, con consulenze e collaborazioni come quelle con la Caprai, leader ed autentico faro del territorio del Sagrantino di Montefalco, la meravigliosa Tenuta di Biserno a Bolgheri della famiglia Antinori, oggi condotta da Niccolò Marzichi Lenzi, o la nuova star bolgherese, Tenuta del Nicchio di Lodovico Antinori e della figlia Sophia, o, ancora, quelle passate per realtà come Ornellaia e Masseto, oggi di proprietà della famiglia Frescobaldi, ancora a Bolgheri.
Un “campione” assoluto del mondo del vino, ma anche un acuto osservatore e spesso un anticipatore di tanti cambiamenti del settore, con il quale confrontarsi, per WineNews, era ormai diventata una piacevole consuetudine, nei nostri annuali incontri tra i vigneti dell’Umbria (come l’ultimo, nel quale abbiamo raccolta la sua visione sul mondo del vino di oggi).
Dove Marco Caprai lo ricorda come “colui che ha creato il vino moderno: se oggi nel mondo si producono tanti vini buoni come non mai, il merito è di Michel Rolland. Con il grande critico Robert Parker, fondatore di “The Wine Advocate” e del “100 point system”, sono stati coloro che, per primi, a partire dagli Anni Settanta del Novecento, hanno cambiato il gusto del vino mondiale, rivoluzionando il nostro settore. Era davvero un signore, una persona con una vastissima educazione ed un grande talento, curioso, ironico, amava i piaceri della vita e cercava sempre il meglio, nel vino e non solo”.
“Un monumento dell’enologia mondiale - commenta, commosso, a WineNews, Lodovico Antinori (oggi produttore con Tenuta del Nicchio, e amico storico di Michel Rolland, primo a chiamarlo in Italia, con il quale ha lavorato dagli Anni Novanta del Novecento, con Ornellaia, Masseto, Biserno, ndr)”.

   Da: la redazioneL'Arabia Saudita possiede e gestisce una estesa infrastruttura petrolifera che attraversa il territor...
21/03/2026


Da: la redazione
L'Arabia Saudita possiede e gestisce una estesa infrastruttura petrolifera che attraversa il territorio nazionale da est a ovest fino a raggiungere direttamente la costa del Mar Rosso. L'impianto tecnico evita il transito navale nel Golfo Persico.

La grande tubazione in acciaio misura esattamente 1.200 chilometri di lunghezza e movimenta una quota vitale delle esportazioni nazionali. L'oleodotto East-West trasferisce 7 milioni di barili di petrolio greggio ogni 24 ore verso i mercati di tutto il mondo.

L'infrastruttura fornisce una rotta alternativa essenziale per le forniture mondiali. Il sistema compensa le interruzioni marittime nelle varie aree di crisi.

Questo corridoio terrestre assicura le entrate economiche dell'Arabia Saudita. La struttura mantiene costanti le consegne internazionali di idrocarburi.

     di:Michele De MaioCuriosità, storie e guide di New York: sapevate che a SoHo c'è un appartamento pieno di terra dal...
04/03/2026


di:Michele De Maio
Curiosità, storie e guide di New York: sapevate che a SoHo c'è un appartamento pieno di terra dal 1977? E nessuno può entrarci!

A New York lo spazio è tutto. Eppure, al numero 141 di Wooster Street, esiste un loft al secondo piano che non è mai stato messo in affitto, nonostante il suo valore sia di svariati milioni di dollari. Il motivo? È completamente pieno di terra.

Nel 1977, l'artista Walter De Maria riempì lo spazio con circa 140 tonnellate di terra umida, creando una superficie uniforme alta circa 60 centimetri. Doveva essere un'installazione temporanea di tre mesi. È lì da quasi 50 anni, ed è The New York Earth Room.

La cosa più incredibile non è la vista, ma l'odore. Appena varcata la soglia, il rumore del traffico di SoHo sparisce e venite investiti da un profumo intenso di terra bagnata e foresta dopo la pioggia. È un’esperienza sensoriale pazzesca in mezzo al cemento di Manhattan.

La terra non è "abbandonata". C'è un custode che ogni giorno la rastrella, la innaffia e si assicura che non crescano funghi o erbacce (anche se ogni tanto spunta qualche timido germoglio).

Ingresso gratuito e segreto: non ci sono grandi insegne. Bisogna citofonare, salire le scale o prendere l'ascensore e trovarsi davanti a questo mare scuro e silenzioso. Non si può calpestare: la si può solo ammirare dal bordo, come un orizzonte sotterraneo.

Il mio consiglio: è il posto perfetto quando la città vi sembra troppo caotica. Dieci minuti di silenzio davanti alla Earth Room vi ricaricano il cervello meglio di tre caffè. Ricordate però che è chiusa il lunedì e il martedì.

✈️ Vieni con me a scoprire New York o una delle altre bellissime destinazioni che abbiamo in programma: partecipa ad uno dei viaggi organizzati “conCarlo”. Scopri le prossime partenze su conCarlo.it e ricorda: se è conCarlo, conviene farlo 🤭

Indirizzo

Viale A. Gramsci
Montoro
83025

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