Un ambiente intimo e raccolto, di cui godere sin dal momento dell’accoglienza, perché la cena si trasformi in un percorso ed un'esperienza sensoriale indelebile, dove ogni particolare è accuratamente studiato. Così come le sale offrono uno spaccato storico del Palazzo Pizzuti, con richiami tardo ottocenteschi, ma si armonizzano con una mise en place moderna e di design, la cucina del Pizzuti Bistr
ot ricalca la stessa eco: una sperimentata contrapposizione tra tradizione e ricerca, territorialità, ma innovazione, equilibrio dei sapori, ma attenzione al particolare, essenzialità, ma appagamento dei sensi, stagionalità e profumi, ma gusto estetico. La cura dell’impiattamento, l’attenta scelta delle materie prime, lo studio delle tecniche, sono elementi prioritari, che consentono oggi di fare la differenza nel mare magnum della ristorazione contemporanea, e che trasformano una cena in un viaggio da ripetere. La tradizione può rappresentare il punto di partenza principe per rintracciare esempi di alta cucina; alla stessa stregua, può essere velleitario, pur di inseguire un concetto glamour a tutti i costi, autodefinirsi fautori di “cucina gourmet”, termine divenuto spesso sinonimo di uno stile asettico, freddo e talvolta improvvisato, dove la sola soddisfazione visiva rischia di penalizzare olfatto e soprattutto gusto, lasciando talvolta gli ospiti con stomaco deluso e tasca alleggerita. Ci chiediamo cosa possa lasciare un piatto che “sa di poco”. Mutatis mutandis, in fin dei conti può essere gourmet anche uno spaghetto aglio e olio, se preparato con amore, passione e dedizione. Ecco, questa è la cucina del Pizzuti Bistrot: contemporanea, accogliente, appagante e che inviti gli ospiti a tornare. Lo Chef
La pallavolo di cui è stato un campione, gli ha insegnato che quando hai spiccato il salto, devi schiacciare la palla a terra, lasciando il segno. Da quando è in cucina, di segni ne ha lasciati tanti. Tanti giovani talenti, che ha formato, portano avanti la sua filosofia e la sua idea di cucina. Marco Cerrato è uno chef imponente, ambizioso, che il sorriso non lo esprime sul proprio viso, ma lo trasmette attraverso le sue creazioni; basta infatti guardare chi assaggia i suoi piatti, per capire quanta gioia e passione ci siano nella sua cucina: un indissolubile legame con la tradizione, ma in continua sperimentazione, con uno sguardo sempre aperto alle contaminazioni. I suoi viaggi, le sue esperienze estere, soprattutto a Londra, e gli ultimi anni in Costiera Amalfitana, lo hanno consacrato alle platee più esigenti. Ravello, Amalfi, Minori, portano ancora le tracce del suo passaggio. Ora il ritorno nei Picentini, dove energia e determinazione gli consentiranno di affrontare l'ennesima avventura in un format contemporaneo. Un campionato impegnativo, dove possono partecipare solo i più grandi: il campione schiaccerà più forte che mai e lascerà un segno indelebile anche qui!