15/08/2026
Oh, amici. Buon finale di ferragosto. Come vi va? Spero che questa mezza estate vi abbia trovato splendenti, riposati.
I vostri Lapsici del cuore stanno tutti bene. Qualcuno nuota e gioca tutto il tempo, qualcuno passa il tempo sul materassino in mezzo al Mediterraneo, qualcuno sta al lago.
Io sto in un posto dove, come mi aveva predetto il desk della Europecar, è PIENO DI ITALIANI. Confermo, ogni tanto incrocio qualcuno, ci lanciamo uno sguardo in tralice e semplicemente LO SAPPIAMO, ci riconosciamo a naso. Meno di sessanta milioni ma siamo ovunque, sempre.
Cammino tanto ma cammino in piano perciò mi sembra di fare poca fatica e un po’ mi sento in colpa, perché è sempre così, se faccio poca fatica mi sembra di non campare. Mentre cammino disserto della brughiera, del fatto che la trovo molto più adatta a Heatcliff che a Mr. Darcy e parlo anche delle specie botaniche che la compongono e che ho studiato sull'enciclopedia quando a 10 anni ho letto “Il giardino segreto”. Per fortuna qualcuno ascolta i miei deliri con un certo educato interesse.
Ho letto “Lincoln nel bardo” e ho pensato che qualcuno avrebbe dovuto dirmelo che mi sarebbe piaciuto così tanto. Poi ho pensato che visto che “Pedro Paramo” e “L'antologia di Spoon river” sono tra i miei libri preferiti potevo saperlo pure da sola.
Ho visto uno dei miei quadri prediletti nel mondo e mi sono lasciata andare a smisurati gesti di entusiasmo che hanno scatenato l'ilarità dell’addetto alla sala. Cerco librerie e caffetterie carine e per fortuna le trovo sempre (e a volte mi fanno molto ridere)
Cerco di fotografare la bellezza e l'immensità delle cose che vedo ma non colgo né l'una né l'altra e mi limito allegramente a fare foto mediocri.
Ascolto Central Reservation di Beth Orton, perché sono comunque una figlia degli anni 90 e perché quando dice “Niente è mai così sacro come vorremmo che fosse” mi commuovo.
E questo è tutto. Finché non ci rivediamo abbiate cura di voi, leggete qualcosa di bello, siate felici o qualcosa che ci assomiglia.