15/05/2026
"Bevi responsabilmente" è una fregnaccia colossale, lo sappiamo.
E' il claim inventato dal reparto marketing di una multinazionale della birra, un fattapposta per lavarsi anima e core, a coprire una comunicazione che vuole il contrario.
Ovvio: l'esagero è la fidaty card di chi vende alcol.
Una fregnaccia quasi al pari de "il fumo uccide" sul pacchetto: fa ve**re l'ansia, no? E cosa fa un fumatore quando è in ansia? Esatto, miei prodi!
Ma veniamo a noi: ci sono modi diversi per far quadrare i (difficili) conti di un locale: si può spingere su aperitivi a basso costo e serate svuotafusti, si può mirare a un consumo per persona più alto possibile, aggiungere margini cosmici, oppure puntare sulla qualità.
Noi non abbiamo scelta, per almeno due ragioni: la prima è che il Reset è stato voluto ed è capitanato da gente che fa anche altro e poteva tranquillamente godersi la famiglia, senza bisogno di spremere nessuno.
La seconda è che questa gente crede nella suddetta qualità come fosse vangelo.
Le birre (artigianali ma anche no, ché non siamo fanatici) vengono selezionate dal Mastro, che ne sa a pacchi e che per non annoiarvi le fa girare con tempi che vi permettano di assaggiarle un po' alla volta, mica tutte insieme.
Perché al Reset piace così: che voi siate stupiti, divertiti; non devastati.
Per scassarsi ci sono mille posti; per bene bene, molti meno e noi vogliamo essere uno di quelli.
Il che probabilmente aiuta anche a bere davvero responsabilmente, non perché su una bottiglia c'è quella scritta (che a me fa morire dalle risate ogni volta).
RESET - Milano, il cuore.