17/05/2026
Lupita Nyong'o è un'attrice straordinaria.
Ma fare Elena di T***a nera è una st*****ta.
E vi spiego perché, prima che i guardiani della morale alzino i forconi.
Per duemila anni ci siamo sorbiti l'immagine di un Gesù Cristo biondo. Occhi azzurri. Pelle di porcellana.
A passeggio per la polvere della Palestina romana di duemila anni fa.
Una falsità storica clamorosa. Una forzatura per far sentire a proprio agio l'Occidente bianco.
E oggi, giustamente, la guardiamo e diciamo: "Che c***o di senso ha?"
Ecco.
Se vogliamo essere fottutamente onesti, dobbiamo usare lo stesso metro.
Elena di T***a era una principessa micenea. Mediterranea.
Non era nera.
"Ma è una scelta artistica!" vi diranno.
Col c***o che è una scelta artistica.
Sarei il primo a difenderla se lo fosse. Per me all'arte è concesso fare i personaggi anche blu.
Ma qui l'arte non c'entra niente. Qui si tratta di burocrazia.
A Hollywood esiste una cosa che si chiama "Academy Aperture 2025". Sono le nuove regole ferree per poter concorrere agli Oscar.
O hai una percentuale fissa di minoranze nel cast (lo Standard A), o il premio non te lo fanno manco annusare.
Hanno preso la diversità e l'hanno trasformata in un modulo dell'Agenzia delle Entrate da compilare per legge.
E qui sta il veleno.
Il politically correct a tutti i costi non è più inclusività: ne è diventato la sua caricatura grottesca.
Perché quando l'inclusione non nasce da una reale visione intellettuale, ma da un obbligo contrattuale, cessa di essere libertà e diventa propaganda. Costrizione.
E c'è una legge esatta e fottutamente inesorabile nella natura umana.
Se costringi un uomo, quell'uomo si ribella.
Si ribella anche se il fine è nobile. Si ribella anche contro la cosa giusta, se il prezzo per accettarla è sacrificare la verità sull'altare del moralismo di facciata.
Usare talenti immensi come Lupita Nyong'o come scudi umani per riempire le quote etniche dei produttori non è progresso.
È razzismo mascherato da politicamente corretto.
E a furia di imporci mondi finti per non offendere nessuno, stiamo perdendo il fottuto diritto di essere onesti.