01/10/2026
È la prima volta che tutti e tre i rossi arrivano in finale per la conquista dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso: il Berteru Rosso delle due vigne, prodotto da Nuraghe Sas de Melas e Sa Cava de Pulenaria, e il Berteru Riserva, della vigna vecchia di Badu Orane.
Fin dal 2015 avevo dentro di me un’idea precisa: produrre vini che fossero espressione fedele del territorio, capaci di raccontare senza artifici e compromessi questa meravigliosa e incredibile Mamoiada.
Un territorio che non smette mai di sorprenderci.
Anche nelle annate più difficili, nella bottiglia rimane sempre il “graffio” di questo terroir, la sua identità, la sua anima.
Le escursioni termiche tra il giorno e la notte, il granito disfatto quasi fosse sabbia, le altitudini, le esposizioni. Basterebbe fermarsi nelle parti più alte delle nostre colline per capire che un territorio così non può che essere un territorio del vino: un territorio vocato al vino.
Ho sempre cercato di produrre vini che non fossero “precisi” nel senso moderno del termine: vini cuciti su misura, ritagliati dal superfluo, levigati fino a ridurre l’essenziale alle mode del momento, al fascino del mercato, avrei rischiato di perdere di vista proprio ciò che rende il vino così straordinario: la sua complessità.
Il vino, per me, è un testimone autorevole e veritiero della vigna, dell’annata e del lavoro dell’uomo. E in questi termini il vino non deve essere necessariamente “preciso”: deve essere perfetto nel senso più profondo della parola.
Non perfetto perché eccellente, ma perché compiuto. Completo. Capace di contenere e rivelare tutte le parti che lo compongono, senza nasconderne nessuna.
Fino a raggiungere il suo obiettivo ultimo, il suo scopo più semplice e più grande: sorprenderci, farci stare insieme e renderci felici di camminare, un po’ più leggeri, in questo mondo.
E proprio dalla più giovane delle tre vigne arriva oggi il massimo riconoscimento: quello dei “Vini Rari”, il riconoscimento speciale di Vini d’Italia 2027, assegnato a sole 50 etichette in tutta Italia.
È una parcella nuova, nata a ridosso di una vecchia cava di granito dismessa: Sa Cava de Pulenaria.
Una vigna dove una vigna non c’era mai stata.
Una parcella impervia, difficile da lavorare, che ricordo come fosse ieri nei suoi primi giorni. Ricordo le prime lavorazioni, gli acquazzoni estivi che trascinavano la terra a valle, i solchi profondi.
Mollare tutto sarebbe stata la soluzione più semplice.
Eppure c’erano quel granito rosa, quel vento che in certi giorni arriva da Monte Gonare e ti colpisce in faccia quasi fosse uno schiaffo, e quelle piccole piantine dal verde brillante, così fragili e ostinate, che chiedevano una possibilità.
Guardandole, riuscivo già a immaginare quello che un giorno sarebbe potuto essere.
E Oggi, quel giorno è arrivato.
I riconoscimenti, soprattutto quelli più autorevoli, ci aiutano a tenere alto il morale. Ci ricordano che la strada intrapresa può avere un senso. Ci danno entusiasmo, energia, voglia di continuare.
E ci insegnano, ancora una volta, che le cose ben fatte non sono mai frutto del caso.
Sono il risultato dell’impegno, della fatica, degli errori, della pazienza e del lavoro quotidiano.
Ci insegnano, soprattutto, che credere nei propri sogni è soltanto il primo passo.
Il resto è avere il coraggio di lavorare ogni giorno per trasformare ciò che immagini in ciò che, un giorno, potrai finalmente chiamare realtà.
Grazie Gambero Rosso International