03/10/2026
Buongiorno
Sabato 3 Ottobre
S. Gerardo di Brogne; S. Candida; S. Dionigi l’Areopagita
26.a del T. O.
Gb42,1-3.5-6.12-16; Sal 118; Lc 10,17-24
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In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».
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Che meraviglia! Che gioia!
Gesù gioisce dei suoi discepoli, si entusiasma del loro entusiasmo; li ha responsabilizzati, ha chiesto loro di farcela da soli, di portare la Buona Notizia e hanno visto la tenebra arretrare, non hanno avuto paura, hanno osato e ora tornano col cuore colmo.
Esiste la tenebra, il maligno, lavora, agisce, ma non ci fa paura perché abbiamo l’uomo forte che sta alla porta del nostro cuore e i demoni si sottomettono a noi.
Dio gioisce di noi, non è geloso della nostra gioia. E ci responsabilizza perché si fida di noi, perché vede le nostre potenzialità molto più di quanto noi stessi le vediamo.
Il nostro è un Dio adulto, compiuto, centrato che ama senza soffocare, senza ricattare, senza mortificare, un Dio felice che ci vuole felici, che non ce l’ha con me, ma che, libero e sorridente, mi affida un compito importante.
E Gesù ci ricorda: belli i risultati, bello vedere i cuori toccati dalla Parola, bello vedere i demoni cadere dal cielo come folgori, ma più di ogni altra cosa è bello sapere che siamo preziosi agli occhi di Dio, amati senza condizioni, e che siamo conosciuti (il nome, nella Bibbia, indica l’identità profonda della persona!).
Gesù gioisce di noi e gioisce del Padre perché rimane spiazzato e sorpreso dalla sua logica. Si aspettava che fossero i teologi e i devoti dell’epoca, i sacerdoti e gli operatori pastorali ad accorgersi della sua presenza, a convertire il proprio cuore.
E invece non è così, sono gli inattesi a convertirsi, i piccoli, i dimenticati, gli emarginati ad accorgersi del Regno che avanza.
Dio riesce a spiazzare tutti, sempre, a superare le nostre logiche, anche quelle pastorali, anche quelle santamente abituali. Viene e spiazza, viene e colma i cuori quando meno ce lo aspettiamo, di chi meno ci aspettiamo.
Così è il nostro Dio, senza misura, senza limiti.