03/07/2024
Il mio primo compleanno senza l’Elite ed un vuoto colmo di ricordi mi assale con tremenda e dolorosa nostalgia.
Non un ossimoro ma un vuoto assai colmo di esperienze, di storie di vita, di giornate interminabili, molto spesso frenetiche, impegnative ma sempre contrassegnate da una serenità d’animo indescrivibile.
All’Elite ho spento per 40 anni le candeline in un clima di condivisione con i clienti che hanno visto crescere me ed i miei fratelli.
L’Elite racchiude, infatti, i nostri ricordi “familiari” nel suo senso più ampio, comprendendone anche quelli di quanti l’hanno frequentata per anni e che sono diventati parte integrante di essa. Quanti amori nati al nostro juke box, quanti bambini vi hanno mangiato il loro primo gelato (rigorosamente al fior di latte), quante serate con il sottofondo di spensierate risate, quante nottate accompagnate dalla melodia dolce di una chitarra che suonava Battisti, il cui ricordo è ancora motivo di “emozioni” nella vita di molti.
L’Elite era un’agorà di spensieratezza, di condivisioni di “delizie” che addolcivano il palato ed il cuore.
L’Elite era un reciproco donarsi di sorrisi e di parole di sana leggerezza.
Ogni anno, nei saluti di inizio stagione i clienti ci riportavano le felici novità delle proprie famiglie, assistendo a passaggi generazionali ricchi di traguardi, di successi, di gioie ma anche di dolorose notizie che non avremmo mai voluto apprendere.
L’Elite ha visto lieti-sacrifici. I banchi del laboratorio di pasticceria hanno conosciuto il mio “manuale di diritto privato” e molti altri testi ancora, le cui pagine portavano l’odore vanigliato delle sfogliatelle appena sfornate e avevano il profumo dei sorrisi di nonna Amelia che continuava a dirmi “ripeti un’altra volta e poi corri alla cassa che c’è tanta gente!”.
Il mio ultimo esame universitario (il 4 di settembre…e chi lo dimentica!) ha rappresentato una sfida collettiva!!! Se non l’avessi superato mi sarebbe saltata la sessione di laurea. La notizia di quel 30 e lode è stata esultata esattamente quanto l’ultimo rigore di Totti ai mondiali del 2006 con caroselli che hanno coinvolto pasticcere, dipendenti e clienti storici che, in trepida attesa, aspettavano il suono di una mia chiamata al telefono fisso del locale.
L’Elite è stato l’affetto paterno dei nostri pasticcieri Lorenzo Mara Iazzani, Tonino, Netti, Troiano Francesco e di Giuseppe il mio “pasticcione” la cui risata contagiosa rimbomba ancor oggi nel mio cuore e che, da quando ci ha lasciati, voglio immaginare a creare impasti in Luoghi Migliori.
L’Elite è stata fratellanza sincera con quanti vi hanno lavorato incessantemente…intensamente.
L’Elite è la commozione nel ricordare i nostri amati clienti che ci mancano come l’aria e che oggi con la voce rotta dall’emozione ci dicono “Marina di Lesina non è più la stessa senza di voi”.
L’Elite è la bouganville fiorita posta all’ingresso del piazzale, di un colore così intenso e i cui rami creano con l’azzurro del cielo, una cromia degna della tavolozza di un pittore.
L’Elite è stata una foto di nonna Amelia incorniciata e posta su una mensola a vista, che la ritrae seduta sulla sua poltroncina all’ingresso e che ha continuato ad esserci di supporto sempre.
L’Elite è l’immaginetta del “Sacro Cuore di Gesù”, posta per 40 anni su una piastrella bianca all’ingresso del laboratorio di gelateria, quasi a sostenere nei momenti di intenso lavoro.
L’Elite è stato questo e molto altro ancora.
L’Elite è stata acqua fresca e dissetante, come quella che mia nonna aveva tra le mani in questa foto, dopo la vittoria di una corsa campestre al Bagno Centrale.
L’Elite è stato l’insegnamento di mia madre e di mio padre a non arrendersi mai, ad amare Dio per il dono della vita e per tutto quanto ci è stato riservato, a vivere il proprio lavoro con dedizione, a crescere nella generosità, nella solidarietà e nel rispetto altrui, a meravigliarsi della bellezza di questa nostra Terra che ci hanno permesso di visitare fino ad oltreoceano, a vivere con impegno e con gratitudine, a rimanere uniti sempre, nelle gioie e nelle avversità, ad apprezzare la vividezza dei colori della fede, della lealtà e dell’onestà.
L’Elite ci manca infinitamente.
L’Elite “sono gli occhi di una donna ancora pieni d'amore”.
Amelia Leone