03/05/2026
Assaggiali A Roma nun è solo cibo.
È memoria. È rispetto. È casa.
Questo è un supplì.
Sembra semplice, quasi umile.
Ma dentro c’è molto di più di riso, pomodoro e mozzarella che fila.
C’è la Roma vera, quella delle rosticcerie de quartiere,
del sacchetto unto che te scottava le mani
e che nun vedevi l’ora de aprì ancora prima de arrivà a casa.
Quel profumo che riempiva la cucina
e faceva silenzio intorno al tavolo ❤️
Nella mia tradizione di ristorazione il supplì è una cosa seria.
Perché dietro a un piatto semplice
ci devono essere materie prime vere, scelte con rispetto.
Perché la qualità nun serve a farsi belli,
serve a dare dignità alle cose semplici.
Io credo ancora ai valori quelli veri.
Credo che a tavola ci si educa:
al rispetto, alla condivisione, all’attesa,
a guardarsi negli occhi e volersi bene.
Oggi questi valori se stanno un po’ a perde’,
ma noi possiamo riportarli su, un piatto alla volta.
Anche partendo da un supplì.
E come diceva Aldo Fabrizi:
“Nun serve l’oro pe’ fa’ un piatto sincero,
basta rispetto, pane e pensiero vero.”
Perché a volte
un boccone fatto bene
è capace de regalà emozioni vere.
Dimmi la verità 👇
👉 Tu come lo ricordi il supplì della tua infanzia?
👉 Morso secco o lo aprivi a metà pe’ vede’ er filo de mozzarella?
Roma è anche questo.
E io nun me ne dimentico. 🍅🔥
Marco Rufini