11/10/2021
UNA STORIA BREVE
Tutte le volte che andavo in città facevo in modo di arrivarci per l'ora di pranzo. Tutte le volte andavo nello stesso posto e tutte le volte sedevo allo stesso tavolo. Tutte le volte il cameriere mi salutava con gentilezza ma come se mi vedesse per la prima volta, e tutte le volte ricambiavo allo stesso modo. Quando il mio tavolo era occupato, anche se gli altri intorno erano liberi, tutte le volte l'oste mi diceva che avrei dovuto attendere qualche minuto, e tutte le volte mi offriva delle olive.
Tutte le volte poi una gentile signorina che smistava i clienti mi chiedeva se fossi solo, e tutte le volte rispondevo di si. Sempre nello stesso ristorante, sempre allo stesso posto, sempre gli stessi convenevoli, e sempre solo. Che poi solo ci arrivavo e basta in quel posto, perché in verità poi capitava sempre qualcuno con cui scambiare due chiacchere e diventare grandi amici giusto per i minuti che ci volevano a consumare il pranzo, poi saluti e fine li. E se proprio capitava quel giorno che non c'era nessuno, comunque in quel posto non mi sentivo solo. Non mi riferisco all'oste, al cameriere o alla ragazza, ma più ad un pensiero fisso che mi prendeva mentre stavo li. Non so, ma mi capitava di "vedere" quelle sedie piene di chi ci era già passato, e mi piaceva immaginarne le storie, tanto che in quel modo ne ho visti e conosciuti davvero tanti. Ho visto coppie litigare, altre dirsi "ti amo", ho visto famiglie felici, altre che facevano finta di esserlo, ho visto amanti, ladri, ricchi, poveri, geni, stolti, affaristi, imbroglioni, imbrogliati, giovani, vecchi, grandi, piccoli, belli, brutti, ciechi, muti, bruni, biondi, calvi, magri, grassi, simpatici, antipatici, politici, politicanti, stufi, annoiati, felici, soddisfatti, sazi, affamati, ed una volta ho visto anche un unicorno rosa. Incredibile, un unicorno rosa li, all'angolino accanto al mio nel solito ristorante al solito posto dopo il solito convenevole, e che pensandoci bene non ho mai frequentato da solo. Tra le olivette, la pasta al forno ed il mio polpettone, li in quell'angolo ci passava il mondo, mentre io ero solo andato in città un pochino prima per pranzare.
(Estratto da "Storie vere ma non troppo" Luca Renna)