01/10/2026
**✨Economia: quello che ho visto in Germania✨**
Premetto che non sono un'esperta di economia e non voglio fare analisi complesse. Voglio solo raccontare quello che ho visto e sentito durante la mia permanenza in Germania.
Sono una persona curiosa, mi piace conoscere gente nuova e modi diversi di vivere. Essendo spesso sola, ho avuto modo di parlare molto con italiani all'estero e con tedeschi. A tutti chiedevo: come si vive qui? Si sta bene? Come vanno le aziende?
Tra le persone che ho conosciuto c'è Michelangelo. Ha 3 attività importanti, è in Germania da una vita. Mi ha detto che fino al 2020 ha guadagnato molto bene, poi c'è stata la pandemia, una breve ripresa e infine il tracollo. Ora è scoraggiato e pensa di chiudere.
Il problema principale che mi hanno raccontato tutti è la mancanza di personale. A differenza dell'Italia, lì molte attività offrono vitto e alloggio, ma i guadagni non permettono più di assumere in regola. Per sopravvivere, quasi tutti hanno adottato lo stesso sistema: niente contratti a tempo indeterminato, nemmeno di tre mesi. Assumono in part-time e fanno ruotare i dipendenti. Ad esempio, hanno un gruppo di 10 extra che vengono chiamati a turno.
Nei ristoranti e negli alberghi, il lavoro lo fanno soprattutto stranieri: turchi, rom e in particolare albanesi, che sono considerati i più affidabili. I lavori più umili e faticosi non li vuole più fare nessuno, né gli italiani né i tedeschi. E senza manodopera straniera, anche quella che la destra vorrebbe mandare via, molte attività crollerebbero.
Infatti, molte hanno già chiuso e molte altre stanno chiudendo. Il motivo? Il tedesco non spende più. Mi dicevano che fino a qualche anno fa i locali erano sempre pieni. Oggi la tendenza è il "mordi e fuggi". Lavorano un po' di più solo le tavole calde, ma molto meno di prima. La gente risparmia, fa provviste, ha paura di una guerra improvvisa.
Ho girato molto tra negozi, bar e ristoranti e la lamentela era ovunque la stessa. Il turismo c'è, anche tanto, ma non spende. I tedeschi sono arrabbiati con il governo. La Germania, che fino a ieri era la meta ambita per chi emigrava, non lo è più. E questo succede in una città considerata ricca.
Ero stata lì anche anni fa e la differenza si vede: prima di giorno bar e locali erano sempre pieni, ora no.
Mi dicevano anche che lì lo Stato trattiene il 41% del guadagno dell'imprenditore, contro il 68% in Italia. Se sbaglio i numeri correggetemi, questo vuole essere solo uno spunto di confronto e di riflessione.
E allora mi chiedo: se anche i tedeschi, che hanno uno Stato considerato solido, fanno fatica ad andare avanti, come possiamo noi in Italia restare fermi e in silenzio davanti all'aumento del costo della vita?
E lancio una provocazione: mettiamo che vinca la linea della Lega, "gli extracomunitari fuori". Chi lo farà poi il lavoro sporco che gli italiani, giovani e non, non vogliono più fare?