01/10/2026
𝗟𝗲 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗮𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗘𝗽𝗵𝗿𝗮𝗶𝗺 𝗕𝗹𝗮𝗰𝗸𝘁𝗶𝗱𝗲 — 𝗜𝗜𝗜/𝗩𝗜𝗜𝗜
𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗻𝗲𝗿𝗮
Molti anni dopo Ephraim raccontò una parte della storia a un uomo che aveva bevuto abbastanza da non essere più sicuro di ricordarla.
Durante una tempesta, la Mercy Bell aveva trovato qualcosa in mezzo all’Atlantico.
Un’isola.
Il problema era che nessuna carta nautica riportava un’isola in quella posizione.
Ancora più strano: non sembrava essere emersa dal mare.
Sembrava che il mare fosse sceso attorno ad essa.
Sulla costa c’erano costruzioni di pietra nera, scale che scendevano sotto il livello dell’acqua e simboli che nessun membro dell’equipaggio conosceva.
Gli uomini esplorarono l’isola.
Trovarono un pozzo.
E nel pozzo trovarono una scala.
La scala scendeva.
Continuava a scendere.
Per ore.
Ephraim non ha mai raccontato cosa ci fosse in fondo.
Dice soltanto che quella notte gli uomini della Mercy Bell scoprirono una cosa che l’umanità aveva dimenticato molto tempo prima:
𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗰𝗲𝗮𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶.
E sotto di essi esistono luoghi dove il mare non è acqua, ma qualcosa di molto più antico.
L’equipaggio cominciò a chiamarlo the Black Tide, la Marea Nera.
E quando tornarono alla superficie, il mare attorno all’isola era diventato completamente nero.
Da quel momento gli uomini iniziarono a scomparire.
Uno alla volta…