22/02/2013
Peg Bracken
E’ ricordata soprattutto per aver scritto:”I Hate a Cook Book” una raccolta di "ricette facili e veloci” per adempiere al ruolo domestico, con meno fatica e tempo possibile. La prima edizione è del 1960 Le donne, che erano entrate in gran numero nella forza lavoro americana durante la seconda guerra mondiale, furono strappate dalle loro rivettatrici e spinte in cucina. Ci si aspettava che fossero deferenti ai loro uomini, devote ai loro figli, e assolutamente entusiaste per la cucina. Peg invece odiava cucinare.
Ben presto si rese conto che non era l'unica donna in America che odiava cucinare. Il 1950 aveva visto la nascita di alcuni elettrodomestici, dispositivi salva tempo in cucina e erano arrivati sul mercato alcuni pre preparati alimentari. Peg scrisse allora decine di ricette che sfruttavano le innovazioni, ricette che richiedevano poco tempo e poco sforzo. Più altri consigli per chi si poneva la domanda di che cosa, precisamente, la casalinga americana avrebbe potuto fare con tutto il tempo salvato. Le ricette abbandonano la cucina per diventare consigli esistenziali, comportamentali: alcol, tabacco o adulterio erano solo soluzioni a breve termine. Ma ben presto, la donna americana avrebbe capito. La Bracken dispensava consigli frutto di una sagacia particolare, quella del buon senso. Questo è un esempio: “Non sprecare parole per scusarti con il tuo amico per non avergli scritto prima. Quasi tutte le scuse suonano false. Se si fosse trattato di una lettera d'amore, sai bene che in un modo o nell'altro avresti trovato il tempo di scriverla, anche se avessi dovuto vergarla con il sangue o inciderla su una saponetta. La verità è che fino a quel momento il tuo desiderio di scriverla non era tale da spingerti a trovare il tempo per farlo. Questo non ha niente a che vedere con l'affetto e neppure con la devozione: è solo che noi siamo fatti così.”
Le menagier de Paris
Le Ménagier de Paris (tradotto in inglese: “The Good Wife's Guide”)
[LE MENAGIER DE PARIS, TRAITÉ DE MORALE ET D'ECONOMIE DOMESTIQUE COMPOSÉ VERS 1393, PAU UN BOURGEOIS PARISIEN; tIWTINUT Des préceptes muraux , quelques faits historiques , des instructions sur l'art de diriger une maison, dus renscigneniens sut- lu consommation du Roi . des Princes et de la ville de Paris, à la mi du quatorzième siècle, des conseils sur le jardinage et sur le choix des chevaux ; un traité de cuisine fort étendu , et un autre non moins complet sur la chasse à l'épervier KnSKiiiLK : L'histoire de flrisélidis , Mellibée et Prudence par Albertan de Brescia ( 1246 ) . traduit par frère Renault de Louens; et le chemin de Povreté et de Richesse. poeme composé, en 1342 , par Jean Bruyant, notaire au Chàtclet de Paris ; PUBLIÉ POI'R LA PREMIERE FOIS PAR LA SOCIÉTÉ DES BIBLIOPHILES FRANÇOIS. TOME PREMIER. A PARIS, DE L'IMPRIMERIE DE CRAPELET, RUE DE VAUUIRARD, 9. M. D.CCC. XLVI.]
Testo francese della fine del XIV secolo (1393) ad opera di un ricco borghese di 60 anni da poco sposato con una di 15. E’ un trattato di vita domestica con consigli sull’amministrazione della casa, guida di condotta morale e ricettario. Il libro contiene tre sezioni principali: come raggiungere l'amore di Dio e del marito, come "aumentare la prosperità della famiglia", e come divertire, socializzare e fare conversazione.
La seconda sezione del libro (l'articolo cinque) contiene il libro di cucina. Come la maggior parte delle risorse originali della cucina medievale, le sue tante ricette includono informazioni sugli ingredienti e metodi di preparazione, ma la maggior parte degli ingredienti sono indicati senza specificare le quantità e i metodi di cottura sono elencati, senza specificare temperature e tempo di cottura. Si hanno consigli su giardinaggio, cura degli abiti, rammendo, modo di acquistare le vettovaglie, gestione dei servi. Come togliere le macchie di grasso dai vestiti, come non far entrare le mosche o le pulci in camera da letto, come mantenere e curare i cavalli. Condite da precetti quali “al pari del cane, la moglie non deve leccare la mano che l'ha colpita”. La seconda parte del trattato riguarda il mondo della cucina ed è qui che l'autore offre uno spaccato davvero dettagliato della cucina francese del periodo. A Parigi all'epoca, (ad esempio) esistevano decine di macellai (19 nella sola zona delle Porte-de-Paris), che complessivamente vendevano ogni settimana 3080 pecore, 514 buoi, 306 vitelli e 600 maiali. Inoltre, scopriamo che per la sola cucina del re (Carlo VI), si consumavano ogni settimana 120 pecore, 16 buoi, 16 vitelli, 12 maiali, 600 polli e 400 piccioni.
Si passa poi a consigli pratici: come rimestare una minestra di piselli o fagioli, con il cucchiaio ben aderente al fondo affinchè non si attacchi alla pentola; a come aggiungere sale e grasso ad una minestra affinchè bollendo non fuoriesca dalla pentola (bisogna ricordare che all'epoca non si poteva ovviamente regolare la fiamma dei focolari come nei fornelli attuali). Oppure, qual è la differenza tra lardellare un pezzo di carne con spezie piuttosto che con la pancetta e quali aghi da lardello utilizzare. Molte pagine sono dedicate anche alla scelta dei cibi e alla loro stagionalità: “per sapere se un coniglio è carnoso devi tastare il muscolo dietro al collo. Ricorda che il momento migliore per le alici è marzo. Le carpe vanno cotte bene altrimenti è pericoloso mangiarle” e “devono avere le squame bianche e non giallastre o rosse, altrimenti non provengono da acque pulite. La carpa più carnosa è quella che ha occhi grandi che fuoriescono dalla testa. E nota che se vuoi portarti dietro una carpa viva per tutto il giorno, avvolgila in un panno bagnato e tienila in una borsa o in un secchio con la pancia verso l'alto, senza farle prendere aria”. Inoltre, “le platesse devono essere tenere al tatto, mentre per il rombo vale il contrario. Per ingrassare un'oca non devi darle né farina bianca né la crusca, ma un insieme delle due, aggiunto ad un'identica quantità di avena: mescola il tutto con acqua e in 15 giorni l'oca sarà ben ingrassata”. Altri consigli: “per dare al pollo e al cappone il sapore di selvaggina, devi ucciderli tagliando loro la gola e poi infilarli subito in un secchio pieno d'acqua molto fredda; così resteranno anche freschi per un paio di giorni come se fossero stati appena macellati. Puoi distinguere le anatre selvatiche più giovani da quelle più vecchie, anche se hanno le stesse dimensioni, dalle loro penne, che sono più tenere negli animali più giovani rispetto a quelli più vecchi. Inoltre, puoi distinguere un'anatra selvatica da una di allevamento perchè la prima ha le zampe rosse, mentre l'altra le ha gialle”. Seguono 24 menù completi per pranzi e cene, decine di ricette e pagine dettagliatissimi su tutti gli utensili da cucina necessari e tutte le stoviglie da mettere in tavola secondo gli ospiti da ricevere, come pure i servi e i valletti che è necessario affittare per un ricevimento importante, compresi per esempio quelli “addetti a togliere il pane dalla tavola”, quelli “adibiti a versare l'acqua” e “almeno due valletti destinati a prendere le stoviglie dall'armadio e portarle agli ospiti”.
Un cuoco in affitto sarà pagato “quattro franchi e mezzo e i suoi aiutanti complessivamente un franco. Totale, 5 franchi e mezzo”. Dopo aver vergato 300 pagine di simili istruzioni, l'anonimo autore di Le Ménagier de Paris morì. Così, non potè terminare il trattato, che nelle sue intenzioni doveva avere un'ultima parte dedicata ai divertimenti, agli enigmi, ai giochi di parole e ogni altra cosa utile per intrattenere gli ospiti.[2]
L’autore del “mènagier”, non si era certo posto il problema se la moglie odiava o meno la cucina. Di certo si interessava alla sua dedizione amorosa (sottomissione) al marito, non solo a se stesso ma… (rendendosi conto che la moglie gli sarebbe sopravvissuta vista la differenza di età) alla specie: “Le quint article que vous soiez amoureuse de vo- stre mary (soit moy ou autre)” Questo un altro dei consigli contenuti nel “manuale”: «Quando vai in città o in chiesa, vai convenientemente accompagnata da donne onorate secondo la tua condizione, e mentre cammini porta la testa alta e le palpebre abbassate, senza sbatterle e guarda diritto davanti a te a una distanza di circa quattro pertiche, senza guardare intorno a te né uomini né donne, né a destra né a sinistra, e senza guardare in su, o sbirciare qua e là, e senza fermarti a parlare con nessuno per la strada» Un altro: «E perciò ti consiglio di festeggiare tuo marito ogni volta che arriva e che riparte e di non stancartene mai… di non mostrarti mai di cattivo umore e di servirlo amorevolmente.»
Gesto incompiuto, gesto rivelatore. Il rifiuto di un ruolo: odio cucinare quindi non cucino, ma siccome mi spetta, l’altro ha aspettative nei miei confronti inerenti il ruolo, allora mi invento delle scorciatoie che però devono essere plausibili agli occhi dell’altro. Ricerca che diventa sofisticata, che nel suo ripetersi quotidiano, diventa mestiere, sapere raccontabile. Ecco le ricette del mestiere ricette di cucina per non cucinare o, almeno, cucinare il meno possibile. Ricette per camuffare il ruolo assegnato, attente agli avanzi. Cucina di recupero ma qui di recuperato c’è solo il tempo, la sottrazione al ruolo, che dona un tempo liberato che può essere utilizzato per altro: fumare, farsi un drink, giocare con le amiche. Recuperarsi sottraendosi al ruolo. Sottrazione non negazione. Oppure negazione che tramite la sottrazione evita il conflitto.
Chissà se sarà stata più buona la cucina di Peg o quella della quindicenne parigina?
[1] A questo indirizzo è possibile scaricarne una copia digitale: https://play.google.com/store/books/details/Albertano_da_Brescia_Le_m%C3%A9nagier_de_Paris?id=KY4GAAAAQAAJ&feature=search_result #?t=W251bGwsMSwxLDEsImJvb2stS1k0R0FBQUFRQUFKIl0.
[2] http://scrignodeltempo.blogspot.it/2012/01/il-vademecum-dellarte-domestica.html