Osteria 99

Osteria 99 Ristorante tipico della Valmalenco con cucina e vini del territorio.
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🌲 Rubrica del Martedì – Anello Lago Pirola, Larice Millenario e Alpe Ventina ❄️Ogni martedì vi porto in un luogo che per...
03/06/2026

🌲 Rubrica del Martedì – Anello Lago Pirola, Larice Millenario e Alpe Ventina ❄️

Ogni martedì vi porto in un luogo che per me significa casa.

Oggi vi porto su uno degli itinerari più belli e completi della Valmalenco: l’anello del Lago Pirola, del Larice Millenario e dell’Alpe Ventina. Una passeggiata piuttosto impegnativa, ma una grande classica che non delude mai.

Si parte da Chiareggio e, attraversando il ponte sul Mallero, si imbocca la mulattiera che conduce verso i rifugi della Ventina e del Porro.
Il sentiero sale sempre con pendenze dolci e, all’ombra di larici e abeti, regala fin dai primi passi splendide vedute sulla conca di Chiareggio e sui suoi ghiacciai.

Giunti in prossimità del Rifugio Gerli Porro, circa 200 metri prima sulla sinistra, si incontra il bivio per il Lago Pirola.
Da qui le cose cambiano: il sentiero si fa più impegnativo e il dislivello viene guadagnato rapidamente.
Si raggiunge un vecchio alpeggio ormai abbandonato e un nuovo bivio. Anche qui la direzione è una sola: Lago Pirola.

Ancora qualche centinaio di metri e ci siamo.

Quando si raggiunge il muro della vecchia diga, lo spettacolo è mozzafiato.
E la cosa più bella è che siamo solo all’inizio.
Si prosegue costeggiando il Lago Pirola e iniziando la discesa verso la Ventina.
Il sentiero è ben segnato e ben tenuto, ma la stanchezza e l’entusiasmo possono giocare brutti scherzi: attenzione e prudenza sono sempre le migliori compagne di viaggio.

In pochi minuti si raggiunge uno dei veri protagonisti della giornata: il Larice Millenario.
A dirla tutta, non è l’albero più imponente che abbiate mai visto.
Forse nemmeno il più bello.
Ma se potesse parlare, avrebbe davvero tanto da raccontare.
Pensate che quando fu scoperta l’America lui era già lì.
Da oltre dieci secoli osserva uomini, montagne, stagioni e tempeste.

I nostri obiettivi principali finiscono qui, ma il panorama e l’escursione hanno ancora molto da offrire.

In circa 40 minuti si raggiunge la splendida piana dell’Alpe Ventina, dominata dal ghiacciaio e dalle grandi cime del gruppo del Bernina.

Qui ci si può concedere una meritata pausa presso il Rifugio Ventina o il Rifugio Gerli Porro, recuperare le energie

🌲 Rubrica del Martedì – Mastabbia tra cielo e terra ❄️Come promesso, oggi vi porto di nuovo a Mastabbia… questa volta pa...
26/05/2026

🌲 Rubrica del Martedì – Mastabbia tra cielo e terra ❄️

Come promesso, oggi vi porto di nuovo a Mastabbia… questa volta partendo da Primolo.

Si lascia la macchina al parcheggio dei Pratoni e, seguendo una mulattiera sterrata, si prende la direzione Pirlo–Giumellini.
Il sentiero è sempre ben visibile e mai troppo pendente, ma non fatevi ingannare: il dislivello totale oggi è importante.

Arrivati all’Alpe Pirlo, si prosegue in direzione Giumellini prendendo il primo bivio a destra.
Camminando tra boschi di abeti e larici si raggiunge l’alpeggio, un luogo già di per sé incantato e davvero affascinante.

Attraversato il piccolo borgo alpino, il sentiero comincia ad arrampicarsi deciso sulla montagna e si guadagna quota rapidamente.
Siamo ormai a circa tre quarti del percorso, ma manca ancora una buona parte del dislivello.

Il tracciato è però molto ben segnato ed è quasi impossibile perdere la via.

Superata la vecchia casa dei minatori, ormai abbandonata, si raggiunge quasi subito l’ingresso di una miniera in disuso, dove un tempo veniva estratto il talco.

E poi… ancora pochi metri.

Ed eccoci finalmente a Mastabbia.

Qui il panorama è davvero disarmante.
Lo sguardo spazia dalle Orobie al gruppo del Bernina, passando per il Pizzo Scalino e tutta la catena delle cime sopra Caspoggio.

Qui il momento meditativo è quasi obbligatorio.
Davanti a tanta bellezza, l’uomo resta piccolo… e felice.

Per il rientro si può scegliere se scendere direttamente verso l’Alpe Lago oppure proseguire fino al Rifugio Bosio Galli (circa 40 minuti tra falsopiano e discesa).

Non è solo un’escursione.
È un incontro con la montagna più vera.

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Passeggiate Osteria99 🌲❄️

🌲 Rubrica del Martedì – Mastabbia tra cielo e terra ❄️Ogni martedì vi porto in un luogo che per me significa casa.Mastab...
20/05/2026

🌲 Rubrica del Martedì – Mastabbia tra cielo e terra ❄️

Ogni martedì vi porto in un luogo che per me significa casa.

Mastabbia.
Un luogo magico, super panoramico, sospeso tra cielo e terra, con una vista incredibile sulla Valmalenco e sul gruppo del Bernina.

Questa è la prima via per raggiungerlo… martedì prossimo vi porterò a scoprire anche l’altro itinerario.

Si parte da Chiesa in Valmalenco, dal parcheggio per l’Alpe Lago.
Da qui il sentiero sale subito deciso, sempre in salita, ma già dai primi minuti regala scorci panoramici davvero splendidi.

Lungo il percorso si incontrano diversi punti panoramici, alcuni attrezzati con panchine e tavoli, perfetti per riprendere fiato e godersi il paesaggio.

Si raggiunge così l’Alpe Lago e, continuando a salire, si prosegue in direzione del Rifugio Bosio Galli.
Qui il sentiero si alterna a una strada carrozzabile, ma rimane sempre suggestivo e decisamente meno impegnativo del primo tratto.

Arrivati all’Alpe Airale (l’alpeggio poco prima del rifugio), si svolta a destra in direzione Mastabbia, seguendo una mulattiera ben tenuta.
Da questo punto il percorso diventa più dolce e il grosso del dislivello è stato fatto.

E dopo circa 1 kilometro si arriva a Mastabbia.

E lì la bellezza è davvero disarmante.

Una vista a 360° che spazia dalle Orobie al Bernina, passando per il Pizzo Scalino.
Uno di quei posti dove il silenzio parla più delle parole.

Da qui si può scegliere se rientrare lungo un sentiero diretto che riporta all’Alpe Lago oppure ripercorrere il sentiero dell’andata.
🌲 Rubrica del Martedì – Mastabbia tra cielo e terra ❄️

Ogni martedì vi porto in un luogo che per me significa casa.

Oggi vi porto in uno di quei posti capaci di lasciare senza parole: Mastabbia.
Un luogo magico, super panoramico, sospeso tra cielo e terra, con una vista incredibile sulla Valmalenco e sul gruppo del Bernina.

Questa è la prima via per raggiungerlo… martedì prossimo vi porterò a scoprire anche l’altro itiner

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Passeggiate Osteria99 🌲❄️

“Le famiglie sono come i rami di un albero: cresciamo in direzioni diverse, eppure le nostre radici restano le stesse.” ...
17/05/2026

“Le famiglie sono come i rami di un albero: cresciamo in direzioni diverse, eppure le nostre radici restano le stesse.” 🌿

Un momento di svago in famiglia che diventa parte del nostro menù estivo.
La raccolta della materia prima che finirà nei nostri piatti ci lega, ancora una volta, in modo profondo e autentico alla nostra amata Valmalenco. ⛰️

Dietro ogni ingrediente ci sono mani, sorrisi, tempo condiviso e il rispetto per la terra che ci ospita.
È da qui che nasce la nostra cucina. ❤️

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🌲 Rubrica del Martedì – Anello dei Belvedere ❄️Ogni martedì vi porto in un luogo che per me significa casa.Oggi vi porto...
12/05/2026

🌲 Rubrica del Martedì – Anello dei Belvedere ❄️

Ogni martedì vi porto in un luogo che per me significa casa.

Oggi vi porto a scoprire uno dei giri ad anello più belli e panoramici partendo da Primolo: l’Anello dei Belvedere.

Si parte dalla località Pratoni a Primolo, dove si trova un comodo parcheggio.
Da qui inizia il nostro percorso: prima su una bella mulattiera larga e comoda, al piazzale,
si prosegue in direzione Alpe Pirlo, prendendo il sentiero a sx. ( cartello con tutte le direzioni)
Dopo aver attraversato un piccolo corso d’acqua, il sentiero comincia a salire con pendenze decise ma mai troppo impegnative.

Ai vari bivii si segue sempre la direzione : Cave Pietra Ollare e Belvedere.

Dopo circa un’oretta di cammino si raggiunge il primo belvedere: un luogo davvero unico, con una splendida vista sulla valle e sulle montagne della Valmalenco.
Uno di quei posti dove viene naturale fermarsi qualche minuto in silenzio.

Da qui il sentiero risale verso le case dell’alpeggio Ove(Ui in dialetto) e, arrivati al bivio, si può scegliere la direzione Giumellini–Lago di Chiesa oppure Chiesa in Valmalenco.
Noi prendiamo verso Chiesa e iniziamo la discesa fino a incontrare la strada sterrata dell’Alpe Lago.

Da lì si continua sempre in discesa lungo i sentieri in direzione Chiesa, fino a trovare, appena sopra il paese, un cartello con scritto “Pizza Belvedere”.
Ed è proprio lì che dobbiamo andare.
Questo è la fine del nostro giro, da qui scendiamo fino all incrocio della strada per Primolo per poi risalire sulla strada fino a dove abbiamo lasciato la macchina.
Perché certi posti non sono solo punti panoramici.
Sono pause.
Respiri.
Momenti da ricordare.

Un anello perfetto per chi ama camminare, sudare un po’ e poi riempirsi gli occhi di bellezza vera.

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Osteria99 🌲❄️

10/05/2026
🌲 Rubrica del Martedì – Arcoglio e Piasci: la Valmalenco più wild ❄️Ogni martedì vi porto in un luogo che per me signifi...
06/05/2026

🌲 Rubrica del Martedì – Arcoglio e Piasci: la Valmalenco più wild ❄️

Ogni martedì vi porto in un luogo che per me significa casa.

Oggi vi porto a scoprire una zona tanto bella quanto poco sfruttata: Arcoglio e Piasci.
Un angolo di Valmalenco autentico, selvaggio, lontano dal turismo di massa.

Quest’anno, con la strada per Campo Moro limitata nei passaggio, può diventare una valida (e direi magica) alternativa per vivere la montagna in modo diverso.

Per accedere è necessario ritirare un permesso a Torre di Santa Maria, all’altezza del tornante dove si trova il bivio per la direzione Piasci.
Da qui una strada, in parte asfaltata e in parte sterrata ma ben battuta, vi porterà in circa 10/12 km fino a quota 1600 m. Qui è possibile lasciare la macchina e proseguire a piedi in diverse direzioni.

Le mie consigliate sono:

👉 Per i meno allenati: l’alpeggio Piasci, con i suoi prati sterminati, una chiesetta davvero suggestiva e le tipiche baite di montagna.

👉 Per chi vuole metterci un po’ più di impegno: Alpe Arcoglio inferiore e superiore, dove si gode di una vista mozzafiato sul gruppo del Bernina e sullo Scalino, tra maggenghi d’alpeggio e il suono dei ruscelli.

👉 Per i più in forma: il Lago d’Arcoglio e il Sasso Bianco, circa 2 ore dal parcheggio. Un lago che merita assolutamente una visita… le foto parlano da sole.

Qui la montagna torna ad essere vera.
Silenziosa.
Autentica.

Un posto magico e incontaminato, dove sentirsi piccoli davanti alla natura e grandi dentro.

Non aspettatevi comodità come rifugi o baite (unico punto d’appoggio nelle vicinanze il Rifugio Bosio Galli).
Aspettatevi emozioni.

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Osteria99 🌲❄️

29/04/2026

L'albero più vecchio d'Italia non è in un giardino botanico. Non è protetto da una teca, non ha un cartello con i QR code, non è in nessun museo della natura.

È nascosto a 2.200 metri sulle Alpi lombarde, davanti a un ghiacciaio, e ci devi andare a piedi.

Siamo in Valmalenco, provincia di Sondrio. Val Ventina, per essere precisi — una delle valli alpine più severe della Lombardia, dominata dalla parete nord del Monte Disgrazia a 3.678 metri.

Lì, incastonato tra i massi, c'è un larice. È nato nell'anno 1007.

Non è una stima, non è una leggenda locale. È una data scientifica, ottenuta tramite dendrocronologia: i ricercatori delle Università di Pavia, Padova e Torino hanno carotato il tronco e contato gli anelli di accrescimento uno per uno.

L'albero aveva già cent'anni quando Federico Barbarossa non era ancora nato. Era adulto quando Dante stava scrivendo la Commedia. Era vecchio quando Colombo scoprì l'America.

E qui arriva il bello.

Dopo oltre mille anni in uno degli ambienti più ostili delle Alpi — gelo, vento, quota — è alto solo 16 metri. Diametro: 85 centimetri. L'ambiente lo ha tenuto piccolo. Ma non lo ha mai fermato.

A pochi passi da lui, tra le stesse rocce, c'è ancora il tronco di un altro larice: germogliato nel 1275, morto nel 1665. È rimasto lì, immobile, per oltre 300 anni. Nessuno lo ha rimosso. Il freddo lo ha conservato come se il tempo si fosse fermato.

In tutto il bacino del Ventina, nel 2015, i ricercatori hanno censito 13 larici plurisecolari viventi, con un'età media di 470 anni. Il larice del 1007 non è un'eccezione: è il vertice di un ecosistema che invecchia lentamente e dimentica di morire.

Il sentiero ufficiale parte da Chiareggio, in Val Ventina, e ci vogliono circa 30 minuti a piedi dal Rifugio Gerli Porro a quota 1.965 metri. È liberamente visitabile. Nessun biglietto, nessuna prenotazione.

Un albero che ha mille e diciassette anni ti aspetta su un sentiero aperto a tutti — e la maggior parte degli italiani non sa che esiste.

In breve:
Un larice nato nel 1007 in Valmalenco è l'albero più vecchio d'Italia con età scientificamente certa.
Vive a 2.200 metri vicino al Ghiacciaio Ventina: alto solo 16 metri, diametro 85 cm, liberamente visitabile.
A pochi passi c'è ancora il tronco di un larice morto nel 1665, conservato intatto dal freddo alpino da oltre 300 anni.

29/04/2026

Indirizzo

Via Franco Sam Pietro, 28
Chiesa In Valmalenco
23023

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 14:00
18:00 - 00:00
Martedì 10:00 - 14:00
18:00 - 00:00
Mercoledì 10:00 - 14:00
18:00 - 00:00
Giovedì 10:00 - 14:00
18:00 - 00:00
Venerdì 10:00 - 14:00
18:00 - 00:00
Sabato 10:00 - 14:00
18:00 - 00:00
Domenica 10:00 - 14:00
18:00 - 00:00

Telefono

+390342454056

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