23/05/2026
Questa immagine che condivido, ti rappresenta in una delle tue espressioni tipiche di quando alle premiazioni ci incalzavi e ci dicevi cose come “Siete voi, tutti insieme, che potete cambiare tutto!” e ti soffermavi qualche secondo a osservarci.
E mi sembra di sentirti, Carlin.
Hai occupato un grande, profondo spazio dentro tutti noi, ristoratori e non, produttori e non, che ti abbiamo per tanti anni seguito e avuto come faro, come motivatore, come guida, come amico, come severo ma amorevole mentore.
Sapevamo che un giorno sarebbe successo, ma sapere della mancanza è dura, e credo che nessuno possa mai aver visto in un uomo come te una persona comune, un “leader” e basta.
I tuoi pensieri, ma soprattutto le tue azioni, le azioni coraggiose e misurate tra il non nuocere ad alcuno e il non prestare mai il fianco, tra l’infonderci energia e chiederci costante sacrificio, tra l’amare sé stessi e amare ancor di più il prossimo, hanno segnato per sempre il modo di vedere la tavola e il cibo nel nostro Paese e in tutto il Mondo. Hanno tracciato per sempre una linea che mai serve a dividere, ma dà gli strumenti a chi la segue per unire quelli che sono i più basilari bisogni dell’essere umano con il piacere, il benessere, la gioia e la giustizia per sé e per i propri simili.
Ho avuto il meraviglioso onore di sentirti e incontrarti più volte nell’arco dell’esistenza di , ho sempre condiviso ogni tua parola e, d’altro canto, era impossibile non farlo, perché quando parlavi al tuo “popolo”, sapevi fin dall’inizio quali tasti le tue parole avrebbero toccato nelle nostre coscienze, conoscevi il nostro potenziale, eravamo per te un libro aperto. Questa non è una cosa tanto comune: non eri un “guru”, non imponevi nessun dogma e non inventavi nulla. Avevi la magica e profondamente umana dote dell’intuizione, che non solleva suggestioni e consensi gratuiti, ma arriva là, dritta al cuore, dove giace viva quella brace che questo mondo di furente capitalismo e cieco egoismo cerca di spegnere e far scomparire.
Ecco, grazie a te, Carlin, in tanti di noi quella piccola brace si è via via alimentata, si è riaccesa.
È tornata a bruciare, a essere fuoco vivo.
E questo io non lo potrò dimenticare mai.
Grazie, Carlin.
Perdiamo un grande essere umano, una presenza meravigliosamente ingombrante, impossibile da non vedere e non ascoltare, ma non perderemo mai la tua luce, che illumina un cammino ancora lungo, ma segnato.
E soprattutto… non dobbiamo mollare:
tu non ce lo perdoneresti mai!!!
❤️
Alessandra, Paolo e tutta l’Hostaria
Slow Food Italia