12/04/2025
Cara Geppi Cucciari,
ieri è andata in onda l’ultima puntata di “Splendida Cornice”, e allora volevo ringraziarti perché anche quest’anno ti sei confermata una delle poche luci in mezzo al nulla.
Sempre ironica e autoironica, hai di nuovo saputo affrontare ogni argomento con grande intelligenza, senza mai tirarti indietro. Tanto che non si spiega come tu possa essere in onda. Probabilmente la tua ironia è di un livello talmente superiore che ai piani alti neanche la capiscono. Non trovo altre motivazioni plausibili per mandare in onda da una parte un uomo come Vespa che parla di argomenti che riguardano solo le donne con un tavolo di soli uomini, e dall’altra tu che gli rispondi con un tavolo di sole donne che parlano di suv e impotenza maschile.
Quest’anno però il picco più alto della trasmissione è stato quando, nel silenzio assoluto degli altri programmi, tu a novembre hai invitato in collegamento Renad, la bambina di quel Paese che stanno tentando in tutti i modi di spazzare via. Lei, con una dolcezza infinita, ti ha raccontato come le manchi la scuola e come non sappia se tutti i suoi amichetti siano ancora vivi. Per resistere, in assenza di giocattoli, si è trasformata in una piccola chef e ogni giorno si inventa nuove ricette con gli ingredienti che trova.
Grazie quindi per il coraggio di portare avanti le tue idee, nonostante tutto e tutti.
Grazie per la tua cultura.
Grazie per la tua ironia con cui cerchi sempre di alleggerire la serata.
Perché tu sei così: un vero ciclone. Lo sei sempre stata, tanto che da bambina, come tu stessa hai raccontato, tua madre aveva il terrore di te perché eri “sfacciata e inappropriata”.
Ma se per “sfacciata e inappropriata” si intende una donna che difende i suoi ideali, allora sai che ti dico? Magari fossero tutti come te!
Ieri nell’ultima puntata ti sei congedata cantando insieme a Mahmood “Spunta la luna dal monte.” Non potevi farlo nel modo migliore. Una performance sublime. E pensare che Carlo Conti vi aveva entrambi a Sanremo e se l’è lasciata sfuggire.
Notte scura, notte senza la sera
notte impotente, notte guerriera
per altre vie, con le mani le mie
cerco le tue, cerco noi due.
Spunta la luna dal monte
spunta la luna dal monte.
Grazie Geppi,
ti si ama.
Massimiliano Caruso
(alias “Come sorridere in un mondo contorto”)