08/10/2026
Ultimamente mi sto facendo una domanda: quanto siamo davvero consapevoli di noi stessi? Possiamo parlare di empatia, ascolto, rispetto, relazioni… ma secondo me alla base di tutto c’è una cosa: la consapevolezza. E per me essere consapevoli significa soprattutto una cosa: smettere di raccontarsela. Smettere di pensare che abbiamo sempre ragione, che siano sempre gli altri il problema, ma anche smettere di raccontarci che non valiamo abbastanza. E io sono il primo a mettermi dentro. Non sono un santo. Ho fatto errori, ne farò ancora. Fa parte della vita. Ma posso riconoscerli, guardarli in faccia, imparare a conoscerli e cercare di non ripeterli. Perché forse la consapevolezza è proprio questo: smettere di prenderti per il c**o da solo. Guardare quello che c’è, senza aggiungere e senza togliere. “Questa cosa l’ho fatta bene.” “Questa l’ho sbagliata.” “Qui ho avuto paura.” “Qui ho reagito male.” Punto. E quando smetti di doverti costruire una versione di te da difendere, forse diventi anche più stabile. E voglio dirlo chiaramente: io queste riflessioni non le scrivo perché penso di avere la verità in tasca. Non sono il guru di sto c***o. 😂 Sto semplicemente cercando di capire anch’io. Racconto il mio punto di vista sulla vita, quello che ho imparato e quello che continuo a imparare. E mi piace quando qualcuno mi dice: “Io invece la vedo in un altro modo.” Perché magari mi fa vedere qualcosa che da solo non avevo visto. E poi c’è una cosa positiva: non è mai troppo tardi per diventare consapevoli. Una parola, uno spunto, una persona o una riflessione possono farci guardare dentro un po’ meglio. E secondo me, già questo, può essere un piccolo passo avanti per ognuno di noi. Senza raccontarci stronzate. 🧠❤️
Le riflessioni di un cuoco in ferie...
Un abbraccio
cordialmente
L Ostu di san giacu