A novant'anni dalla fondazione (1925), Dopolavoro Ferroviario Onlus (DLF) costituisce una rete di 104 strutture sul territorio italiano in grado di proporre un'offerta di servizi che comprende iniziative sociali e assistenziali, culturali, formative, ricreative, turistiche e sportive dilettantistiche aperte a tutti i cittadini, contando ad oggi 120.000 iscritti. Il progetto Parco del Dopolavoro Fe
rroviario di Bologna intende partire da quest'identità e rilanciarne la vocazione: la conciliazione dei tempi di lavoro e svago, individuale o collettivo è un tema rilevante per molte categorie professionali che, nella sempre più compressa temporalità e mobilità urbana, spesso mette in crisi aspetti legati alla qualità della vita e della dimensione pubblica. Il carattere contemporaneo di Bologna, sia attraverso l'iniziativa autonoma di molti cittadini sia con l'impiego di specifiche politiche pubbliche, ha acquisito una nuova spinta alla preservazione e attivazione di luoghi collettivi per la cura del sé. Il DLF Bologna, con il suo parco tra via Serlio e via Stalingrado, costituisce un luogo cardine tra la città storica e la sua prima conurbazione extra-murale, capace di trasformare quella che è classicamente una cesura nella città, lo spazio di transito ferroviario, in uno snodo di interconnessione, sosta e protezione che va recuperato dopo anni di disuso, parziale abbandono, frammentazione e conseguente disagio. La concessione stipulata nel 2016 con GoGreen Store, principale portale italiano per la vendita di prodotti naturali, in collaborazione con la cooperativa sociale L'Arca di Noè, attiva nel reinserimento lavorativo e nell'accoglienza e protezione dei rifugiati, ha innescato un processo di recupero e trasformazione delle aree scoperte e di alcuni fabbricati per restituire il Parco del DLF Bologna alla cittadinanza con un nuovo assetto più inclusivo, coinvolgente e continuativo. Rivendicando una volta di più la convergenza virtuosa tra pratiche del sociale e dell'imprenditoria nella produzione di risorse comuni. Il Parco del Dopolavoro Ferroviario si proietta verso il centro storico dalla Bolognina (Quartiere Navile), una porzione di Bologna che conserva storicamente vissuti e valenze dell'identità artigianale e industriale che risuonano oggi in un'articolata, notoriamente complessa, composizione sociale e multiculturale. È quindi evidente che il parco e le sue attività non agiscano solo da snodo strutturale nell'impianto urbanistico-ferroviario, ma anche da connettore sociale nella ricca rete di spazi e iniziative bolognesi e che proprio al Navile trovano sede (per es. la Scuola di Musica Popolare Ivan Illich, il Centro Sociale Katia Bertasi, l'Associazione Comunità Sociale, il Centro Sociale XM24, la rete informale CONCIBò, le Cucine Popolari, l'area della Dozza, la piattaforma Bolognina Basement, il festival di arti urbane BAUM, il Community Center Corte 3 e non ultimo il progetto Baumhaus vincitore del premio CheFare 2015): il suo potenziale contemporaneo, inespresso, è l'attivazione di uno spazio di innovazione sociale e qualità ambientale senza negare né compromettere l'eccezionalità del contesto popolare, accessibile e permeabile in cui si inserisce. Il principale tenore dell'ambiente è dato dall'accoglienza e dalla possibilità di partecipare alle iniziative che si attuano nel parco. Dall'alimentazione ai laboratori, l'orticoltura e l'incontro, le possibilità di sosta e attrazione si articolano attorno a quattro punti cardine del luogo: gli uffici e la sala polivalente, il ristorante B!, il mercato e le aree verdi, cercando integrazione con le altre realtà presenti.