19/07/2026
«La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità»
È questo l'impegno che Ciurí porta avanti ogni giorno, da sei anni:
fare del libro, della memoria e della cultura strumenti di .
Perché la mafia teme una sola cosa: una coscienza libera che conosce, ricorda e sceglie da che parte stare.
Il 1992 la mafia assassinò Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.
A maggio abbiamo voluto ricordare ciascuno di loro con la presentazione di "Cinque vite" di , che ha trasformato il dolore in memoria viva…un che restituisce voce e dignità ai familiari di quei cinque servitori dello Stato, troppo spesso ricordati soltanto come "la scorta", un libro necessario, che oggi continua il suo cammino anche attraverso le riprese di una docufiction Rai, perché queste storie continuino a parlare ai ragazzi e a tutti coloro che, ancora oggi, considerano l'omertà una forma di prudenza invece che di complicità.
La memoria NON è un anniversario, è una responsabilità, serve a cambiare il presente!
Perché il miglior modo di onorare chi è morto per la legalità è
VIVERE OGNI GIORNO DALLA PARTE DELLA GIUSTIZIA!