16/08/2026
LA SICILIA, DENTRO L’IMPASTO.
Per Rosalba Lo Iacono la pizza comincia molto prima del forno.
Comincia dal grano.
Per i suoi impasti sceglie farine che raccontano il territorio: grani antichi siciliani, selezionati e lavorati da Molini del Ponte, storico mulino di Castelvetrano che da generazioni porta avanti l’arte molitoria siciliana, affiancando le antiche macine a pietra naturale alla tecnologia contemporanea.
Tumminia, Russello, Perciasacchi e altre varietà della nostra terra non sono soltanto nomi sulla confezione. Sono biodiversità, memoria agricola, profumi e identità.
E quando una materia prima così viene affidata a un impasto studiato, a prefermenti e a 48–72 ore di lievitazione, il risultato si sente: nella fragranza, nella struttura, nell’alveolatura, nella profondità del gusto.
È questo che cerco.
Non una farina qualunque, ma una farina che abbia un luogo da raccontare.
Perché per noi valorizzare il territorio non significa soltanto scegliere ingredienti siciliani.
Significa portare la Sicilia anche dentro l’impasto.
E quando arrivate a tavola, quella scelta diventa esperienza.
E c’è un’altra cosa che cerco nel mio impasto: il benessere al palato.
La scelta delle farine, il grano parzialmente germogliato, i prefermenti e le 48–72 ore di lievitazione sono parte di un lavoro preciso che punta a ottenere un impasto dalla straordinaria digeribilità e dall’elevata tollerabilità.
Perché una pizza non deve soltanto essere buona quando la mangi.
Deve lasciarti il piacere di averla mangiata.