01/06/2026
Capitolo 15. L'anima in bottega
La Pasqua in passeggiata fu il nostro primo vero battesimo di fuoco.
I ritmi erano ben diversi da quelli di via Torino.
Qui il flusso era continuo e gli orari si dilatavano a dismisura.
Capimmo subito due cose: il trasferimento era stata scelta azzeccata e che, se non avessimo ottimizzato la produzione, ci saremmo trovati in grandi difficoltà.
Fino al trasloco preparavo le mie basi -”latte” e “frutta”- in laboratorio. Una grande planetaria mischiava le polveri per l'intera settimana. Era un processo faticoso e impegnativo. Tanto tempo e, soprattutto, alla fine di ogni lavorazione il laboratorio sembrava colpito da una tempesta di neve. Nuvole di zuccheri ovunque e ore di pulizia.
Inoltre la miscelazione manuale era, per sua natura, grossolana.
In passeggiata non avevamo neppure lo spazio per la planetaria!
Decisi di fare il salto di qualità.
Presi sottobraccio le mie ricette, quelle nate dopo tanto studiare e provare, e andai a Canelli, alla Nutman. Dove incontrai Roberto.
Roberto era un piemontese d'altri tempi. Burbero e schietto, un ex artigiano che conosceva bene il sudore del laboratorio prima di passare alla consulenza industriale.
Tra noi nacque una amicizia speciale. Fatta di poche parole e poggiata sul reciproco rispetto.
Lui si rivedeva nella mia passione che per tanti anni lo aveva guidato nella sua “bottega” e io vedevo in lui la bussola tecnica di cui avevo bisogno.
Mi diede uno dei consigli più preziosi della mia breve carriera: “Bravo per gli articoli di giornale, per le fiere e le collaborazioni importanti. Ma ricorda che tutto il tuo impegno deve essere nella “bottega”. E' la “bottega” quella che ti fa mangiare e crescere”
Lavorammo insieme sulle mie basi di cui non cambiammo una virgola. Roberto si stupì della precisione e duttilità delle mie formule.
Un mese dopo arrivarono i sacchetti con le miscele pronte, perfettamente miscelate da macchinari professionali e con il logo di Perlecò.
Fu un'altra forte emozione.
Non stavamo comprando un semilavorato; stavamo industrializzando la nostra eccellenza.
I tempi di lavorazione diminuirono sensibilmente e la qualità migliorò ulteriormente grazie alla perfezione della miscelazione e le “nuvole di polveri” diventarono solo un ricordo.
Mancava un ultimo tassello, la potenza di fuoco.
Il vecchio mantecatore non bastava più per le nuove esigenze, ma le nostre finanze erano esangui e una macchina nuova era fuori portata.
La fortuna, però, questa volta ci sorrise. Rachid trovò per noi una macchina usata, solida e capace. Perfetta per le nostre esigenze.
La posizione c'era, le basi perfette e la tecnologia a supporto adeguata.
La stagione in passeggiata poteva iniziare.