31/01/2024
Nézz körül egy római tavernában!
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Thermopolium della Regio V di _Pompei
- 🏛 Pompei I secolo d.C. 🏛💙
- ricostruzione grafica su base 3D su fonti archeologiche e fotografiche
Questa è un immagine panoramica, cliccate sull'immagine con dito o mouse e ruotatela👇
- Per chi va di fretta
🏛 Ancora una immagine, in esclusiva per Grandi Città, che ci riporta in un tempo passato e in un luogo specifico.
Il Termopolio del quartiere Regio V di Pompei nei giorni precedenti all'eruzione del 79 d.C.
In questa illustrazione panoramica riassume tantissime storie di persone (e animali), alcune realmente esistite e altre immaginate da noi con delle licenze. Un luogo straripante di vita, inconsapevole del dramma che colpirà tutta la città fra pochi giorni, dove le storie e le vite di più individui si intrecciano in un istantanea dal passato.
Un luogo realmente esistito, una Popina (come i romani chiamavano i luoghi per mangiare e bere) ubicata all'angolo del vicolo del Centenario e Vicolo delle Nozze d'Argento, proprio fuori a una piccola piazzetta con una fontana.
Il Bancone con i suoi dolium, ovvero i vasi per accogliere varie tipologie di cibo,
Per agevolare la lettura dell'immagine abbiamo inserito dei comodi segnaposti per orientarvi meglio!
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Grazie! 💙
- Per chi vuole approfondire
🏛 Con questa immagine ci spostiamo in una Pompei coloratissima e vitale, osservando un momento di vita reale.
Innanzitutto chiariamo che stiamo osservando l'interno di una Popina, quindi Thermopolium che è un termine al quale tutti siamo abituati, ma che realmente era usato rarissimamente dai romani (vedi l'articolo di F. Grossi "Bar, fast food e tavole calde", pubblicato nella rivista Lanx 9 - 2011).
Un luogo per bere e mangiare cibi caldi in loco o d'asporto realmente esistito e riportato alla luce all'incrocio del vicolo del Centenario con Vicolo delle Nozze d'Argento nella Regio V di Pompei.
🏛 La prima cosa che colpisce l'occhio sono i colori, giallo, nero, bianco e rosso. Tutti colori molto sgargianti, fatti apposta per attirare l'attenzione. Un bancone in muratura decorato di giallo, visibile da lontano, con riquadri con scene affrescate. Nell'angolo di ingresso la riproduzione abbozzata con pennellate velocissime di tutto il bancone, con oggetti e suppellettili sopra, affiancato da Anfore. Molto probabilmente era una sorta di pubblicità visuale che riassumeva in dipinto quello che gli avventori avrebbero trovato all'interno.
Cosi noi abbiamo riprodotto gli stessi oggetti dell'affresco e li abbiamo riposti sul bancone.
🏛 Troviamo quindi due grossi vasi panciuti di vetro con coperchi, un elegante vaso allungato, sempre di vetro, dal quale spuntano dei ramoscelli probabilmente di Lavanda per allietare l'aria, un alzatina in terracotta con molto probabilmente o una torta salata o una forma tipica di Panis Quadratus, la tipica forma di pagnotta in uso all'epoca nell'impero. E ancora cesti, grandi anfore, che pure sono state trovate in gran numero esattamente nella posizione dipinta, mestoli, attrezzi vari e un satiro in forma di Stadera, ovvero bilancia per pesare gli alimenti. Un piccolo dipinto che ci ha aiutato a immaginare l'interno del locale e renderla più reale.
🏛 Continuando nella descrizione degli affreschi una bellissima Nereide con cetra è seduta su un Ippocampo, un cavallo marino, fa bella mostra di se esattamente difronte all'entrata che da su vicolo delle Nozze d'Argento e da fuori doveva essere un bellissimo colpo d'occhio. In angolo un cespuglio forse di alloro, sulla destra del bancone una natura morta con due anatre e un gallo. Qualcuno ha ipotizzato di rivedere nel gallo la razza di Gallo Monnezzaro, cosi detto per la consuetudine di farlo nutrire con gli scarti alimentari di casa.
E ancora sulla destra riconosciamo l'affresco di un possente e muscoloso cane di grossa taglia, nero, con gli occhi feroci e legato a un guinzaglio, forse monito a un Cave Canem (attenti al cane!) che pure era molto rappresentato a Pompei.
Una piccola curiosità è data dal fatto che un cane effettivamente abitava questa locanda. Era un cane di piccola taglia e le sue ossa sono state ritrovate all'interno del locale. Forse era il cane che faceva da guardia o compagnia al proprietario del punto di ristoro e questi lo abbia voluto raffigurato nell'affresco (ovviamente idealizzato).
🏛 Passiamo sul retro del bancone non prima di registrare che il pavimento era in terra battuta con inserti in grandi scheggie di marmi pregiati abbastanza distanziate l'une dalle altre. Nel retro del bancone un grosso forno occupava il centro della sala. Questo era caricato sul davanti e in alto aveva un apertura per poggiare pentole. Noi l'abbiamo immaginato coperto da una piastra (costosa!) di metallo dove poter scaldare velocemente i cibi e servirli. Poi il bancone proseguiva con una serie di Dolium, dei vasi incassati nella muratura del bancone e che contenevano diversi cibi pronti da servire. Continuando al centro della sala addossato al bancone si trovava il dolio più grande di tutti, probabilmente era fatto per contenere grosse quantità di cibo da lavorare o semi lavorato. Al momento della scoperta gli archeologi hanno scoperto che era vuoto di cibo ma occupato da una serie confusa di ossa. Il bancone terminava accanto alla parete di ingresso.
🏛 Sulle pareti, partendo dall'ingresso sulla piazzetta, possiamo vedere l'ingresso a un locale di servizio, probabilmente una dispensa o magazzino in uso alla Popina. Poi una porta che dava accesso a una stanza con sicuramente un letto addossato a una parete corta e forse qualche altro semplice mobilio. Probabilmente questo era la stanza privata del proprietario del locale. Sulla parete di fronte una porta dava accesso ad altri locali probabilmente in uso alla clientela privata o in uso esclusivo dell'abitazione che era sul fianco di questo locale in vicolo del Centenario. Noi abbiamo immaginato un soppalco che correva lungo tutto il muro più lungo per dei fori che avrebbero potuto ospitare dei pali. Su questo soppalco disposta la dispensa delle anfore da vino, cosi come in uso in molti altri locali simili di Pompei e in un angolo un piccolo riparo per i giacigli degli schiavi che dovevano essere sempre a disposizione del padrone.
🏛 Le persone.
Se volete approfondire invece le storie delle singole persone/personaggi che abbiamo inserito in questa immagine seguite il lin sotto: 👇
👉 https://www.facebook.com/grandicitta/posts/920339510092220👈
🏛 🏛 Qui il link per vedere la locanda dall'ESTERNO👇 👉 https://www.facebook.com/grandicitta/posts/931107325682105 👈
🏛 Scene di vita, di vite, che si incrociano, si sovrappongono in maniera immaginaria in un luogo che è stato reale, che è reale, che la le sue dimensioni e le sue misure esatte ed è nella città di Pompei.
Cosi l'abbiamo voluto immaginare, a differenza di come siamo abituati a vedere questi posti, vuoti, diroccati, desolati e spogli, un luogo straripante di vita in una città a sua volta ricchissima di vita.
Vita e quotidianità che sarà spazzata via inaspettatamente nel giro di pochi giorni.
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