22/04/2021
Dal TOCAI...al FRIULANO.
Dal 2007 il « Tocai » del Friuli è stato ribattezzato « Friulano » per non perderne la storia, tradizione e caratterizzazione regionale tipica dopo una lunga battaglia legale che lo vedeva affrontare l'Ungheria che difendeva il suo « Tokaji ».
Eppure, il Tocai del Friuli aveva una storia viticola che affondava le proprie radici nel MedioEvo : senza voler dar credito alla versione, non unanimente riconosciuta, che il Tocai, vitigno a bacca bianca italiano, abbia tratto il proprio nome dal torrente Toccai che scorre nel Friuli è, tuttavia, incontrovertibile che esistano documenti attestanti che Bertoldo di Merania, patriarca d’Aquileia, avesse portato qualche vite di Tocai (o « Tu kaj »... ossia, « le viti di qui », in antico dialetto) al nipote Bela IV, allora regnante d’Ungheria, cosi come documenti presso l’Università di Budapest (Prof. Gergely) attestano che sin dall’undicesimo secolo missionari italiani, chiamati da re Stefano, portarono con sé viti i cui nomi più o meno alterati passarono poi ai vitigni oggi ritenuti ungheresi (Furmint, Fioremonti, Bakator, Baccadoro, ecc.) e come, nel 1632, la nobildonna Aurora Formentini sposò nel 1632 il conte ungherese Giovanni Batthyany e portò in dote, tra gli altri beni, «...300 vitti di Toccai...» e barbatelle di Furmint (vitigno peraltro diverso dal Tocai friulano) unitamente a contadini sloveni, allora, cittadini della Serenissima, esperti nella coltivazione della vite, che dicevano del loro vitigno « je tukaj »… « è di qui », poi, adattato dagli Ungheresi in Tokaji.
Del resto, lo stesso Tokaji affonda le proprie radici nei secoli passati poiché la tradizione vinicola ungherese è secolare al punto che in Ungheria fu redatta già nel 1700 la prima legislazione vinicola della storia con una zonazione dei vigneti classificazione della regione di « Tokajhegyalja » e, nel 1772, una classificazione di merito, senza parlare del fatto che i vini botritizzati, ossia, prodotti da uve attaccate da muffe nobili (« botrytis cinerea »), furono prodotti circa 200 anni prima dei Sauterns… ?! Una leggenda racconta che il Tokaji nacque allorché un ecclesiastico, incaricato di produrre del vino per la tenuta Loràntfly, a causa di un attacco delle truppe Turche, dovette vendemmiare solo ad Autunno iniziato con grappoli invasi da muffa e, poi, lascio’ riposare il vino nelle botti sino a Pasqua ottenendo un risultato tanto inatteso quanto piacevolmente stupefacente.
Come enunciato, le similitudini si fermano alla sola fonetica poiché basti solo ricordare che il Tocai friulano è un vino prodotto a partire da uve raccolte mature, secco, con note di fiori, sale, albicocche, rocce, miele, note minerali ben presenti e con uno spiccato sapore di mandorla mentre, invece, il Tokaji ungherese è un vino prodotto a partire da uve botrizzate raccolte a più riprese riprese man mano che sono aggredite dalla muffa nobile, dal colore ambrato, spiccatamente generoso, delicato e ricco di sensazioni olfattive con circa 15 gradi di alcool ed una altissima concentrazione di zuccheri residui.
Come sia stato possibile solo immaginare che i due vini potessero esser confusi...? Ognuno di essi avrebbe meritato di conservare il proprio nome tipico ed originale nel rispetto della propria identità culturale e tradizione storica ma eccoci ad oggi…pazienza. Alziamo i calici e brindiamo al Friulano !