07/10/2026
La scorsa primavera ho avuto la fortuna di partecipare a Open House Roma e di tornare all’Università Roma Tre. Ero già stata qui, quando avevo sostenuto l’esame di italiano per la cittadinanza, e ricordo che già allora questo posto mi aveva molto colpita e avevo sempre pensato che un giorno sarei tornata.
Durante la visita, quasi di corsa, sono riuscita a scattare qualche foto, perché davanti a un’architettura così per me è davvero difficile passare senza fermarmi. Mi affascina soprattutto il fatto che qui la bellezza non sia separata dalla funzione e dalla natura. Le forme e l’orientamento degli edifici sono stati studiati pensando al sole, al vento e alle temperature, per favorire la luce e la ventilazione naturale e ridurre il surriscaldamento. Ci sono terrazze verdi, alberi e piante che diventano parte dell’architettura, pannelli fotovoltaici e spazi aperti che fanno respirare l’edificio e lo collegano alla città. È un modo di costruire che mi piace molto: non contro l’ambiente, ma insieme all’ambiente.
E forse è proprio per questo che, oltre alla fotografia di interni, sento sempre di più il desiderio di avvicinarmi alla fotografia di architettura. Mi piace osservare le linee, la luce, le geometrie e capire perché uno spazio ci fa sentire in un certo modo.